La favola del Leicester ha avuto il proprio lieto fine lunedì sera, quando a Stamford Bridge il Chelsea ha fermato la rincorsa del Tottenham sul 2-2 e ha eletto il suo ex-allenatore, Claudio Ranieri, a nuovo Re d’Inghilterra. Ranieri, però, non ammette di aver preso rivincite su colleghi ed avversari, non vuole che si pensi all’impresa del Leicester come ad un’estemporanea supremazia della vendetta sportiva, ma insiste sulla forza del suo gruppo, dei suoi ragazzi, e sull’affermazione di una incredibile favola nella quale la connaturata follia del calcio ha sconfitto tutti coloro i quali cercano di ridurla ad una scienza esatta, fatta di formule ed assiomi. Infatti, non sempre soldi e potere permettono di vincere nel calcio: questo sport è l’apoteosi del tatticismo, della tecnica, della grinta, e chi ha tutti questi elementi può puntare ad ogni traguardo.

La favola del Leicester ha avuto il proprio lieto fine, conquistando il titolo di Campione d’Inghilterra da autentica outsider; questa è la storia fantastica di un gruppo di giocatori trattati come dei “paria” nel calcio mondiale, di un allenatore che aveva sempre fatto bene, ma che non era mai riuscito a vincere, di una città che in pochi conoscevano fuori dall’Inghilterra e che ora è stata eletta a “Capitale dei Sogni”. Però, mentre i festeggiamenti continuano ad avvolgere intorno a questa squadra l’intero mondo calcistico, ci si chiede se lunedì sera si sia conclusa del tutto la favola del Leicester o se i ragazzi di Ranieri potranno continuare a stupire anche in futuro.

Alla luce delle prestazioni offerte in settimana dalle “grandi” del calcio europeo nelle semifinali di ritorno di Champions League, la risposta più ovvia a questa domanda sarebbe affermativa. Diciamolo, il calcio di oggi si è riscoperto innamorato del Leicester di Ranieri per la boriosità intrinseca che queste “grandi” hanno immesso nel calcio. A memoria, da quando il calcio spagnolo ha cominciato a dominare sull’Europa e sul Mondo, lo sport più popolare ha subito un notevole restyling al ribasso.

Sempre le stesse squadre che vincono, sempre gli stessi giocatori che vincono i premi individuali, sempre gli stessi allenatori che vengono etichettati come “maestri”. Andiamo con ordine. Primo: nei massimi campionati, dalla nascita delle Pay-TV (dato che si pone come mero riferimento cronologico, ma potrebbe anche essere analizzato con una visione cinica), hanno vinto sempre le stesse squadre. In Italia, sempre Juve, Milan e Inter. Secondi e terzi posti prerogativa di Roma, Napoli e altre outsider, ma l’importante è che vincano “quelle tre”, perché come diceva un giornalista del Financial Times: “L’importante è che vincano Juve, Real, Barcellona o Bayern Monaco, perché hanno più tifosi da fare felici”.

Secondo: la gente si è stancata di Messi e Ronaldo, che hanno dimostrato di essere, indiscutibilmente, giocatori formidabili, ma sempre in squadre fortissime. In nazionale, dove non hanno vicino la schiera di fenomeni e l’organizzazione tattiche del proprio club, entrambi non hanno mai vinto nulla e non sono mai stati decisivi. Non a caso, i tifosi in tutto il mondo chiedono che il Pallone d’Oro venga dato a Mahrez o a Vardy, mettendo fine a questo ridicolo binomio tra la Pulce e CR7.

Terzo: non se ne può più di Tiki Taka, Cholismo, o altre filosofie strampalate sul calcio. Vedendo le semifinali di Champions qualcuno si sarà strappato un quadricipite a forza di stiracchiarsi e sbadigliare. Il calcio non è matematica. Il calcio è uno sport. E Guardiola, Simeone, Capello, Luis Enrique sono bravi solamente perché allenano squadre piene di fenomeni. Andassero ad allenare il Leicester, fallirebbero nel giro di poche settimane. Sono buoni tutti a vincere con i campioni. Vincere con una scommessa, invece, è solamente prerogativa dei più grandi.

E da oggi tra i più grandi della storia del calcio ci sono anche Ranieri e suoi ragazzi. Ergo, per ora il mondo deve inchinarsi alla loro impresa e alla loro grandezza, ma da agosto i tifosi del vero calcio chiameranno il Leicester a compiere imprese più grandi. Si parte con il Community Shield, poi un girone di Champions da giocare come testa di serie e un campionato che li vede imbattuti dalla gita sfortunata all’Emirates di febbraio.

La favola del Leicester può continuare e tutti speriamo che continui, ma oggi siamo alla celebrazione di un lieto fine. Quindi, That’s All Folks! The End…?