Fare agevolmente ciò che riesce difficile agli altri, ecco cosa è il talento. Marcus Rashford ha fatto sua questa definizione, impossessandosene in soli centottanta minuti di gioco. Ma chi è Marcus Rashford? Già se lo sono chiesto in molti, soprattutto giovedì quando alla vista degli undici titolari schierati da Van Gaal nella sfida contro il Midtjylland, c’era un numero 39. Annata 1997. Solita pazzia del Santone olandese hanno pensato tutti. “Aveva ragione” l’esclamazione che appena 90′ dopo era sulla bocca di tutti.

Prima partita tra i professionisti e una doppietta a referto. Una bella soddisfazione quella di Marcus che alla prima occasione utile salva i Red Devils dall’ennesima figuraccia, trascinandoli verso la qualificazione. Nel rettangolo verde Rashford è un attaccante vecchio stile per i movimenti. Presenza fissa in area e movimenti fluidi per liberarsi dalla marcatura degli avversari. Tanto lavoro sporco, sui fianchi e sui quadricipiti per difendere i palloni, per fare un ottimo lavoro di sponda. Non disdegna la conduzione della palla, ma sempre nella parte calda del campo. Si accende negli ultimi trenta metri diventando una animale d’area, feroce nel sfruttare ogni occasione.

Chi è invece Marcus fuori dal campo da gioco ce lo può dire Aidan Moloney, dirigente scolastico di Ashton, scuola superiore nella quale il diciottenne frequenta l’ultimo biennio. Un ragazzo come gli altri che alle 9 di mattina si presenta puntuale per le lezioni, a cui piace giocare a biliardo con i suoi coetanei. Proprio come è successo lunedì. Il giorno dopo la doppietta all’Arsenal. Due gol in tre minuti che hanno steso i Gunners lanciati verso la vetta della classifica. L’altra faccia della medaglia. Tranquilla e semplice, pronta a scaricare la sua brama di gioco negli ultimi 30 metri del campo.

A dargli veramente fiducia è stato Luis Van Gaal. L’amore tra l’olandese e la parte rossa di Manchester non è mai scattato, ma non si può mettere in dubbio la sua capacità di lanciare nuovi talenti e renderli campioni. Nella sua lista sono presenti top player di ogni squadra da lui guidata: Seedorf e Kluivert, niente male per cominciare. Xavi e Iniesta, discreti giocatori, e Muller-Alaba nel Bayern Monaco. A questi potrebbe aggiungersi Rashford, che nel frattempo ha gia scalato quella dei record, come giocatore più giovane del Manchester United a segnare in una competizione europea.

Tanti saluti a George Best e prima marcatura messa a referto a 18 anni e 117 giorni. Il tutto alle porte di un Europeo francese dalle enormi aspettative per L’Inghilterra. E dopo la fioritura di talenti in erba come Rooney e Sterling con la maglia dei tre leoni, questa estate potrebbe toccare a Rashford. Eppure il tecnico orange non è letteralmente d’accordo con l’appellativo di giocatore talentoso per il numero 39. Perché per Van Gaal riuscire a giocare bene una partita è da fenomeni, ma riuscirci in due partite di fila significa avere le stimmate del campione.