Per gli amici Gregg, diminutivo di Gregorio. Come uno dei suoi idoli, quel Gregg Popovich allenatore dei San Antonio Spurs, un vincente come lui. Ogni vittoria festeggiata con un’esultanza dei suoi eroi della palla a spicchi, ogni vittoria festeggiata attaccato al bracciolo della vasca e con il petto gonfio. Gregorio Paltrinieri ha riportato l’Italia natatoria del mezzo fondo sul tetto d’Europa, e non solo. Lo ha fatto scortato da Gabriele Detti. Compagni di allenamento, rivali in gara, ma amici sempre.

Doppio oro ai mondiali in corso di svolgimento a Londra. Prima nella sua gara quegli interminabili 1500 metri. Trenta vasche di su e giù, che lo hanno visto dominare la gare. I primi cinquanta lasciati a Detti, per poi scatenare il suo ritmo ingestibile per gli altri. Tutte le vasche martellate con quel ventotto basso e poco spiccioli. Una precisione maniacale, di chi conosce a memoria la cadenza dei passaggi. La ripetitività delle vasche. Poi ha concesso il bis negli 800 metri. Gara più ostica per il classe ’94. Perché la sua tecnica di nuoto lo rende speciale. Fasce muscolari poco possenti e mai una gambata poderosa. Gregg punta sulla tecnica dell’Hip driven. Un movimento di fianchi che sinuoso diminuisce l’attrito con l’acqua, permettendogli una linea di galleggiamento più elevata. E poi quell’alta frequenza di bracciata, ad occhio controproducente per una gara così lunga, ma che al contrario si dimostra efficacissima. È partito lontano Paltrinieri.

L’Italia lo scopre agli Europei di Debrecen 2012. Quel grande, piccolo ragazzo di appena 18 anni, ancora alle prese con la scuola superiore, ma che riesce a mettere in fila i migliori nuotatori del continente. Persino i padroni di casa Kis e Gyurta. Da rivelazione arriva all’Olimpiade di Londra, ma nel palcoscenico a cinque cerchi c’è il cinesone Sun Yang a monopolizzare la gara più lunga del programma. Stile natatorio completamente diverso. Frequenza bassa, ma tanta potenza muscolare ed un finale di gara strepitoso, con una gambata devastante. Paltrinieri alla prima apparizione si ferma alla quinta piazza, rallentato anche da un problema alla spalla. La vera consacrazione dell’Italiano avviene però lo scorso anno ai mondiali di Kazan. Paltrinieri è più navigato e nel bagaglio dell’esperienza ci sono già parecchie finali disputate, che non fanno più tremare i muscoli. Il colpo di scena arriva a pochi minuti dalla partenza. Sun Yang non si presenta ai blocchi di partenza dei 1500 metri, e l’italiano conquista il suo primo oro mondiale, arricchendolo con la migliore prestazione mai nuotata da un atleta europeo.

Ormai il nuotatore di Carpi ha esteso il suo dominio in tutta l’Europa, dimostrando una solidità di prestazioni che lo potrebbe portare a monopolizzare per i prossimi anni il panorama continentale. L’importanza di questi europei di Londra viene però attutita da quello che sarà l’appuntamento principe del 2016, le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Lì oltre al suo amico e avversario Detti, ritroverò Sun Yang, questa volta per la definitiva consacrazione del Re della distanza. Due stili diversi a confronto. La potenza contro la leggerezza. Lo stile libero del mezzofondo sarà un affare a due, sperando che alla fine sul gradino più alto del podio sventoli un tricolore.