di Andrea Lambertucci

La Roma ha cambiato strada, scegliendo di esonerare Rudi Garcia dal ruolo di allenatore, sostituendo il francese con Luciano Spalletti, l’allenatore di Certaldo che è stato l’ultimo a vincere un trofeo sulla panchina della società giallorossa. Rientrato a Trigoria dopo sei anni e quattro mesi, Spalletti ha dovuto cominciare un lavoro squisitamente tattico, curando nei minimi particolare le predisposizioni attitudinali dei giocatori. Questi ultimi, tra l’altro, hanno dichiarato ad alcune “sentinelle” presenti a Trigoria di essere completamente a digiuno di nozioni tattiche. La stampa sportiva, allora, ha cominciato a porsi un interessante quesito: quanto è importante l’aspetto tattico nel calcio moderno? Infatti, il dubbio può facilmente insinuarsi nelle menti degli addetti ai lavori, soprattutto se si vanno a rileggere le pagine scritte da Garcia negli ultimi due anni e mezzo. “Grinta, convinzione, coraggio”: purtroppo, questa triade, che ha permesso ai giallorossi di risorgere dalle ceneri del post 26 maggio, non è riuscita a sostenere il ritmo di un calcio che, come lo ha definito Spalletti, “è in continuo mutamento, più moderno, più europeo”. Quindi, il neo-tecnico giallorosso ha dovuto approntare un lavoro da “scuola calcio”, un lavoro che sarebbe stato più adatto con gli Esordienti o i Pulcini. E questo, nel calcio di oggi, è un enorme problema. La risposta che ha dato la critica al quesito da noi riportato è stata unanime: la tattica, come in ogni sport di squadra, è fondamentale. La Roma, infatti, come anche altre realtà calcistiche (si veda il Real Madrid di Benitez), non può prescindere dall’approccio e dallo studio tattico e strategico delle partite.

Ed ecco che Spalletti, alla Roma, comincia a creare una squadra che sa applicare diversi moduli (4-2-3-1, 4-3-3, 3-5-2, 3-4-1-2…) all’interno dei 90 minuti di gioco, mentre Zidane, neo-tecnico delle Merengues, cerca di lavorare sui ripiegamenti difensivi e sugli atteggiamenti tattici del centrocampo. Questi cambi di rotta indicano che non può essere sufficiente, per il successo di una squadra, disporre di enormi qualità tecniche dei singoli o di una mentalità vincente e caparbia; è necessario aggiungere alle suddette (comunque indispensabili) qualità anche la preparazione tattica e strategica. Perché è necessaria la tattica? Potremmo rispondere con un leitmotiv calcistico, sempre attuale: “Nel calcio esistono anche gli avversari”. Garcia, Benitez e Rodgers non hanno tenuto a mente questo prezioso insegnamento, offrendo ai rispettivi tifosi, domenica dopo domenica, squadre che, seppur piene di campioni dagli stipendi faraonici, erano pressoché incapaci di proporre schemi di gioco e situazioni tattiche. Il calcio, come ci insegnano le parabole del Leicester in Inghilterra o dell’Alessandria in Coppa Italia, è oggi un mix di strategia, atletismo e caparbietà; la tecnica è un bonus lussuoso, ma non fondamentale. Poi ci sono altre realtà calcistiche, come quelle di Mandorlini a Verona o di Mourinho al Chelsea, che insegnano una lezione ulteriore riguardo al calcio moderno: la tattica si deve anche cambiare, deve essere aperta a modifiche e sviluppi. Perché gli avversari, oggi, non esistono solo nel “match-day” o nella settimana di preparazione alla partita; gli avversari, oggi, osservano e studiano le situazioni di tutte le squadre, i modelli tattici di tutti gli allenatori. In realtà, nel calcio moderno la tattica è l’aspetto più importante. Negli anni ’70 un’idea come il “Calcio Totale” degli Olandesi o il “4-4-2” di Sacchi potevano avere successo per anni, rappresentando i punti forti di interi “cicli calcistici”; oggi, però, le idee invecchiano molto più velocemente e, nell’arco di dieci partite, si devono introdurre sempre novità e cambiamenti tattici e strategici. Il calcio è in continua evoluzione, così come lo sport e, in senso più ampio, la vita di tutti i giorni: e serve avere sempre una strategia, e serve, soprattutto, saperla cambiare e adattare in base a diversi scenari o situazioni. Forse ognuno di noi ha bisogno, ogni tanto, di lezioni di tattica.

partite,
si
devono
introdurre
sempre
novità
e
cambiamenti
tattici
e
strategici.
Il
calcio
è
in
continua
evoluzione,
così
come
lo
sport
e,
in
senso
più
ampio,
la
vita
di
tutti
i
giorni:
e
serve
avere
sempre
una
strategia,
e
serve,
soprattutto,
saperla
cambiare
e
adattare
in
base
a
diversi
scenari
o
situazioni.
Forse
ognuno di noi ha bisogno, ogni tanto, di lezioni di tattica.