L’eternità è infatti presente nella vita delle persone, alla nascita e al momento della morte. La circolarità del libro consiste nel paragonare il tempo lunghissimo dell’infanzia e del feto, eterno e perciò quasi inesistente, a quello della vicinanza della morte allo zio Luca, tempo di un orologio impazzito la cui molla sta per rompersi.

Il tempo personale ci appartiene e il suo ritmo si adegua, biologicamente parlando. Si pensi alla teoria di Martino, identificabile con Bobi Bazlen, secondo cui il tempo personale altro non è che l’attività fisiologica del nostro corpo. ‘’Che il tempo si accorci è naturale, il tempo non è altro che la misura dei nostri processi vitali, del ritmo del nostro ricambio, della quantità di lavoro delle cellule del nostro corpo. La quantità di cose che avvengono in un’ora, la quantità degli scambi, delle nutrizioni, delle secrezione, delle escrezioni, delle cariocinesi, questo è il vero tempo in cui viviamo, la nostra misura interna, di cui abbiamo, in un certo modo, una intuizione o una sensazione. Ora, questa quantità, che è grandissima nei primi tempi della vita e durante lo sviluppo, va poi sempre diminuendo. Il cuore del bambino, prima della nascita, batte il doppio più in fretta del nostro e tutti i suoi organi, i suoi tessuti, le sue cellule sono in continua e attivissima formazione. Ogni suo momento è talmente pieno, ogni ora del suo tempo contiene una così immensa quantità di nuove creazioni, che si potrebbe dire che egli viva nell’eternità.’’ 

Crescendo il tempo rallenta, da bambini si è ancora prossimi all’eternità, ma ce se ne allontana diventando uomini fatti. Il corpo e l’anima sono completi. Invecchiando il tempo rallenta, ci sente pigri,immobili, e si ha nostalgia.  Ma in prossimità della morte il tempo riaccellera a dismisura, infinitamente veloce, e da lì il nulla o l’eternità.

Il tempo personale va ascoltato, si trova tra il ritmo del cuore e quello storico-meccanico dell’orologio. Per questo l’orologio riveste una posizione di tale importanza per Levi, diventa termine di paragone, che in qualche modo contrasta l’aspetto terrificante di quello biologico, altrettanto incontrollabile. Il ritmo del tempo personale non può essere percepito prima dell’ eredità dell’orologio, il confronto è necessario.  Il giovane che entra nel mondo e che si lascia dietro il tempo del clan familiare necessita di un orologio e della catena per non perderlo.