Da bravi telespettatori, quando la domenica ci sediamo in poltrona per vedere le partite, spesso non ci accorgiamo di essere schiavi del risultato della nostra squadra, siamo pronti ad insultare un giocatore perché non è riuscito a portarci in vantaggio, o perché si è mangiato un gol. Ci siamo dimenticati che spesso il calcio è in grado di trasmetterci valori che vanno ben oltre la semplice vittoria. La storia di Jonás Manuel Gutiérrez ne è la prova. Ma chi è Jonás Gutiérrez? No, non è il capocannoniere del Newcastle, ma è la sua bandiera. Lavora, sogna e insegue il titolo della sua squadra dal 2008, fedele accompagnatore nelle sue vittorie e nelle sue sconfitte per sette anni. Dal 24 maggio è anche il suo salvatore. Sì perché domenica scorsa il Newcastle si è salvato dalla retrocessione. Contro il West Ham, per un 2-0 in un St James’ Park gremito di tifosi bianco neri, trepidanti, speranzosi, leali verso i propri colori. È l’85’ quando la casa dei Magpies scoppia in un fragoroso boato, è la seconda rete della partita, è fatta ormai, della retrocessione non è rimasta neanche l’ombra. Ad ancora 5 minuti da giocare per il Newcaste è già festa, sugli spalti e in campo. Artefice della magia è di Gutiérrez, già protagonista dell’assist del 1-0 per Sissoko.

I tifosi dei Magpies non hanno mai smesso di credere in lui, che oggi più che mai ha avuto la sua rivincita contro un male che una partita di calcio non può guarire, ma l’amore e la fede dei tifosi probabilmente sì. Nel 2013 a Jonás venne diagnosticato un tumore ai testicoli, dopo un anno, sfortuna vuole che si imbatta in una recidiva per la quale deve sottoporsi a nuove cure chemioterapiche che gli impediscono di tornare a giocare. Nonostante la possibilità di rimettere gli scarpini e indossare la sua maglia bianco nera sembri estremamente lontana, il 4 marzo di quest’anno Jonás rientra in campo da titolare dopo un anno e mezzo di assenza. La scorsa domenica ha sconfitto definitivamente la sua malattia. Protagonista della partita e dell’unica speranza rimasta ai tifosi del Newcastle, che il prossimo anno potranno ancora sostenere la propria squadra nella prima divisione inglese. Gli stessi tifosi che non hanno mai smesso di credere in quel centrocampista col numero 18. A volte la fiducia di una persona che neanche si conosce può dare la grinta sufficiente per superare le proprie disgrazie. Ed è stato lo stesso Gutiérrez a dichiarare che i tifosi del Newclastle sono stati una famiglia durante la sua malattia. D’altronde la fama della tifoseria del Newcastle è conosciuta non solo in Inghilterra ma in tutta Europa e anche questa volta ha dato prova, a modo suo, di quanto cuore vi sia dietro le bandiere sventolate sugli spalti. A dispetto dei supporters, non si può dire lo stesso della società del Newcastle in sé e del suo proprietario fortemente criticato Mike Ashley, che proprio ieri ha dichiarato che a Gutiérrez non verrà rinnovato il contratto le la prossima stagione. Comunque sia, per ora e per il futuro la città di Newcastle upon Tyne non smetterà di dire Grazie Jonás.