Julian Negelsmann è il nuovo allenatore dell’Hoffenheim, ed è il più giovane di sempre nella Bundesliga. La prova del nove ieri pomeriggio contro il Werder Brema, finita 1-1, grazie a Kramaric, espulso al 77’. Una bella sfida contro la quale si è dovuto misurare il novellino. Non viene da molto lontano, da una cittadina a 300 km dal Sinsheim, Landsberg am Lech. È qui che Julian si appassiona al calcio e coltiva il suo sogno di giocare un giorno tra quei professionisti che ama guardare in tv.

Ma quando il suo sogno diverrà realtà, qualcosa si metterà tra lui e la sua passione, così da indirizzarlo verso un destino diverso, quello che sta percorrendo oggi. Quando a causa di seri problemi al menisco è stato costretto a lasciare la sua carriera professionistica appena intrapresa con l’Augsburg, Julian non ne voleva più sapere del calcio, deluso e amareggiato da quel sogno che non aveva avuto neanche il tempo di rincorrere. Solo dopo aver intrapreso gli studi in Scienza dello Sport si è reso conto che forse quella strada non doveva essere totalmente abbandonata, ma aveva bisogno di un cambio di direzione.

Scarpini appesi al chiodo, torna sul campo dell’Augsburg in una nuova veste, quella di assistente di Thomas Tuchel, mentore del giovane ragazzo. Per quanto infatti Negelsmann citi Pep Guardiola come fonte di ispirazione, non è un segreto che come primo tra tutti riconosca proprio Tuchel, al quale dà il merito di avergli insegnato come allenare una squadra. D’altronde sembra che Julian abbia imparato bene il mestiere, caratterizzandolo di un’impronta offensiva, “Meglio andare incontro agli avversari piuttosto che aspettare che il pallone arrivi tra i propri piedi”, spiega il giovane coach dell’Under 19 dell’Hoffenheim.

Allenare sembra che lo diverta di più del giocare, questione di prospettive, il campo rimane quello, ma si può dire che Julian ora goda di una prospettiva diversa, privilegiata rispetto al passato, e lo ha dimostrato portando i suoi alla vittoria del titolo dopo una sola stagione in panchina. Non male per un ragazzino come lui. Dalle giovanili all’Under 17, un grande traguardo con l’Under 19 e via libera al cancello della Bundesliga.

Un cammino che sembra ricalcare ancora le orme di una carriera da giocatore, ma Julian è consapevole di ciò che fa, la panchina dei grandi non lo spaventa. Eppure non sono in pochi a pensare che la scelta della società tedesca sia stata molto coraggiosa, soprattutto per la situazione in cui gravita la squadra, ad un passo dalla retrocessione. Ma è ancora tutto da verificare, sarà solo il tempo a fornire le risposte, per ora in bocca al lupo Julian.