Tutti ne parlano, tutti lo ammirano. Le sue pagine Twitter e Instagram sono piene di fan. Numeri d’alta scuola e dribbling di fino, il pallone sembra nato per restare in equilibrio sui suoi piedi. Il confronto con gli avversari non lo spaventa, la porta è la sua meta, anche a costo di smarcare l’intera difesa da solo. Hachim Mastour è tutto questo, e molto altro. O forse no? Le voci che girano sono tante, ma più o meno la domanda principale è sempre questa: “Talento o fuoco di paglia?” Sì, perché Mastour è in realtà solo un giovane emergente, un ragazzo talentuoso che non ha trovato spazio, almeno per ora, tra le grandi italiane, sbarcando quindi al Malaga (prestito biennale). Tuttavia, nessuno ha avuto (ancora) l’onore di assistere al suo debutto in maglia andalusa, in quanto si dovrò attendere la decisione della FIFA, molto rigida riguardo i controlli sui tesseramenti dei giocatori minorenni. La storia sembra ripetersi per Mastour, che ha già vissuto una situazione simile quando giocava alla Reggiana e su di lui si erano posati gli occhi di Inter, Real Madrid e PSG. Fu proprio l’Inter a dover aspettare il quattordicesimo compleanno di Hachim per poter completare il trasferimento. Ma avvenne il colpo di scena: il Milan sborsò 500.000 mila euro e sbaragliò la concorrenza. Un trequartista così giovane e pieno di talento non può non diventare il fiore all’occhiello degli Allievi, aspettando la Primavera a quindici anni.

Galliani l’aveva detto “Sembra abbia grandi doti ma non carichiamolo di responsabilità”. E subito i riflettori si accesero su di lui. Gli sponsor Nike e Red Bull lo accompagnano ovunque vada, così come le sue apparizioni con già affermati talenti calcistici. Sul web i video di freestyle con Neymar si sono trasformati in una valanga di clic e visualizzazioni, così come la sfida, sempre su marchio Red Bull, con Garnier, dove sul campo il giovane Mastour non ha davvero nulla da invidiare al campione francese. Un grande tra i piccoli. E tra i grandi? Al Milan non è riuscito a debuttare in prima squadra se non in qualche torneo estivo, dove però non ha dato spettacolo delle sue abilità tanto decantate. A fermarlo l’infortunio al ginocchio o la sua vena da solista? Anche nella Primavera Mastour sembra talmente innamorato del pallone da voler iniziare e portare a termine l’azione da solo. Forse anche per questo viene considerato ancora un talento grezzo per la Serie A italiana e non più incedibile come lo aveva definito la squadra rossonera. Ma oggi Mastour ha un contratto con la Liga, il calcio spagnolo lo affascina ed è pronto per iniziare. D’altronde in campionati come quello spagnolo non è raro che giocatori classe ’95-’96 giochino in prima squadra. Le grandi squadre italiane hanno tutte a disposizione un buon vivaio, utile per fare cassa con le cessioni, basti guardare Cristante, El Shaarawy e per ultimo Mastour. Il Milan non vuole però precludersi la possibilità di riappropriarsi del suo ex baby talento e ha firmato per un diritto di recompra a 6 milioni. C’è da chiedersi se un giocatore talentuoso e fresco come Mastour non avrebbe fatto bene a una squadra in cui l’età media è ormai di 27 anni. Ma per ora la strada del club si divide da quella di Mastour, che ha definitivamente abbandonato il colore azzurro, scegliendo come nazionale quella marocchina, con esordio contro la Libia come giocatore più giovane in rosa.