di Andrea Lambertucci

La nazionale del Sudan del Sud, la più giovane rappresentativa calcistica del mondo, ha compiuto il suo debutto in una partita valevole per le Qualificazioni al Mondiale di Calcio di Russia 2018, contro la Mauritania, pareggiando 1-1 al Juba Stadium di Giuba. Un parziale figlio dei primi dieci minuti di gioco, disputatisi mercoledì 7 ottobre fino all’arrivo di un improvviso nubifragio, nei quali l’attaccante sudsudanese Dominic Abui Pretino ha risposto all’iniziale vantaggio mauritano siglato da Boubacar Bagili; la partita è continuata giovedì 8, con i 12000 del Juba Stadium che hanno sospinto i loro beniamini fino al fischio finale. Noi de L’intellettuale Dissidente abbiamo incontrato l’ambasciatore sudsudanese Ajing Adiang Marik per comprendere, tramite una testimonianza diretta e interna, come sia stato accolto questo storico evento e capire quali siano i progetti per il futuro di questa giovane nazione, nata il 9 luglio 2011, in seguito al referendum per l’indipendenza dal Sudan (passato con il 98,83 percento dei voti).

“E’ ovvio che servano molte risorse per poter partecipare ad una partita internazionale, soprattutto per una nazione come la nostra, la nazione più giovane del mondo”, ha sottolineato l’Ambasciatore. “Il Sudan del Sud, però, ha una grande tradizione sportiva”. Ad esempio, Marik ha rimarcato con orgoglio i risultati conseguiti da alcuni illustri sportivi sudsudanesi, come Loul Deng, ex ala dei Chicago Bulls in NBA, Richard Justin Lado e James Moga, che hanno giocato prima nella selezione sudanese e hanno alle spalle una lunga carriera nei top team del Sudan e non solo. Molti giocatori sudsudanesi hanno infatti preso parte a importanti manifestazioni continentali, come la Champions League Africana, tramite i loro club e stanno trainando la crescita della neonata federazione calcistica che, ad oggi, conta un gran numero di squadre, divise nelle tre serie maggiori (Serie A, Serie B, Serie C), alcune delle quali stanno cominciando ad affermarsi anche nel panorama continentale. Riguardo al pareggio maturato nel match contro la Mauritania, l’Ambiasciatore Marik ha detto: “Lo scorso 5 settembre abbiamo battuto la Guinea Equatoriale, che è arrivata alle semifinali dell’ultima Coppa d’Africa, ora abbiamo pareggiato con una nazionale che ha una lunga tradizione. Per noi è un miracolo, un sogno, poter essere già in grado di vincere o pareggiare con nazionali come queste. Noi siamo il paese più giovane del mondo e la nostra federazione è l’ultima ad essere stata annessa alla FIFA (ha già raggiunto il 144° posto su 209 del ranking ndr). Questi risultati ci danno coraggio e innalzano il nostro morale – ha continuato Marik – alcuni dei nostri giocatori sono ancora molto giovani e hanno poca esperienza internazionale, per questo siamo certi che in futuro potremo raggiungere risultati ancor più importanti: abbiamo grande fiducia in loro e questi risultati ci fanno ben sperare”.

Naturalmente, il nostro interesse era rivolto anche alla situazione socio-politica del paese, che dopo aver raggiunto l’indipendenza dal Sudan nel 2011 ha dovuto fronteggiare un sanguinoso conflitto interno tra i sostenitori del Presidente Salva Kiir (di etnia dinka) e i fedeli dell’ex Vice-Presidente Riech Machar (di etnia nuer). L’Ambasciatore Marik, quindi, ha spiegato: “I ragazzi della nazionale ci stanno unendo. Siamo tutti molto felici dei risultati grandiosi che stanno ottenendo. Tutti, anche le opposizioni. Lo sport ci unisce, lo sport è un grande ed eccellente veicolo di unione e coesione sociale. Come ho già detto, siamo una nazione giovane, ma con un supporto materiale e finanziario, che ci possa permettere di avere infrastrutture migliori per l’allenamento e la preparazione, potremo raggiungere alti livelli, perché abbiamo un grandissimo potenziale di crescita”. Ora la nazionale sudsudanese si dirigerà a Nouakchott per disputare, martedì 13, la gara di ritorno di questa first leg delle Qualificazioni a Russia 2018; la Stella Luminosa (Bright Star) cercherà di continuare il proprio cammino, ergendosi a fulcro per la coesione sociale e politica di questa giovane nazione. Una nazione che si stringe attorno ai propri beniamini, sperando che la Stella Luminosa possa illuminare un futuro più radioso.