16 marzo 2016, Saint Moritz, Peter Fill entra nella storia italiana vincendo la coppa del mondo di discesa libera. 33 anni, una carriera segnata da due medaglie iridate e ora finalmente la coppa di cristallo. Cosa senti prima di partire? “Beh quando all’inizio guardi giù ti prende un po’ male”, risponde il campione altoatesino, ma quando il cancelletto si apre la strada è tutta in discesa, e non per modo di dire.

 Scende per la Corviglia con la pettorina 22, è l’ultimo della gara ad affrontare la temibile pista, eppure la ruota sembra girare dalla sua parte. Il tempo è cambiato, le nuvole non sono così basse come ad inizio gara – iniziata con mezz’ora di ritardo proprio per visibilità precaria – Peter può scendere con più serenità rispetto ai suoi avversari, nonostante il bianco accecante non dia la possibilità di vedere quanto la neve venuta giù nelle ore precedenti abbia modificato la pista.

 Ma la cosa più stressante è aspettare il proprio turno, l’ultimo, senza sapere punteggi o cosa accade a valle. “La psicologia è tutto in questo sport”, rivela, e si paragona come sciatore a un portiere di calcio che vede solo la palla. Beh nel suo caso, solo la neve. È lo stupore che accompagna Fill alla vittoria a creare attorno a lui lo sciatore personaggio, dopo l’arrivo al traguardo nessun gesto di trionfo, nessuna esultanza o emozione traspare da sotto la mascherina gialla. Un soffocato “è fatta?” verso il team, nella direzione delle telecamere, e arrivano l’urlo liberatorio e il tuffo nella neve. La gioia subito dopo un momento di esitazione e dubbio.

 È il secondo traguardo di questo 2016 per l’altoatesino, il primo quello raggiunto con la compagna di vita Manuela diventata sua moglie ad inizio anno, il terzo arriverà a fine maggio quando il piccolo Leon di soli due anni potrà guardare il trofeo del papà con in braccio un piccolo fratellino. Diceva che la paternità l’avrebbe cambiato e non gli avrebbe più permesso di raggiungere i 140 km/h, se questi sono i risultati aspettiamo solo di vedere cosa accadrà con l’arrivo del secondogenito.

 Fill torna a casa da primo italiano ad aver raggiunto questo risultato nella disciplina regina dello sci alpino. Al suo ritorno ha trovato un paese in festa, quello di Castelrotto, ma l’amore che i suoi concittadini provano per lui è corrisposto al 100%. Nonostante Fill abbia passato più di metà della sua vita a girare il mondo, il suo posto preferito rimane comunque quello da cui può guardare il profilo della Val di Susa da una posizione privilegiata, il balcone di casa sua a Castelrotto.