“Conosci te stesso” è la frase che campeggia sul tempio di Apollo a Delfi, quale indicazione per riscoprire la scintilla che dimora nell’uomo. Partendo dall’esperienza dell’Essere, che nel piccolo può essere percepita applicando virtù quali la costanza, la capacità di sacrificarsi, il coraggio, l’onestà, si capisce come le proprie possibilità non si limitino alla ricerca di sensazioni di piacere o benessere, ma alla riscoperta della parte più nobile dell’essere umano, quella spirituale . Per l’uomo di oggi ha un’importanza infinitamente maggiore il possesso di una bella macchina che la padronanza di sè. La storia della caduta dell’uomo fino alla condizione attuale, condizione di smarrimento dei valori, di false problematiche, di odio, di guerra latente e permanente, di saccheggio dissennato delle risorse naturali, di crisi monetaria, non è che la storia della rivolta dell’avere contro l’essere. Il moderno e democratico concetto di uguaglianza tra uomini, ad esempio, non si fonda affatto sulla convinzione che sul piano dell’essere gli uomini siano eguali, bensì sulla convinzione che si valga per quello che si ha.

Nello stato dell’avere ribelle si parla soltanto di benessere quale larghezza di disponibilità di beni di consumo, e le cosiddette virtù, valori dell’essere, sono considerate solo per la loro utilità pratica. I principi etici dovrebbero determinare il comportamento economico, mentre il capitalismo ha separato il comportamento economico dai valori etici: la domanda fondamentale non e’ infatti cosa e’ bene per l’uomo, ma cosa e’ bene per lo sviluppo del sistema.I sacrifici necessari per mutare il nostro stile di vita sono tali da far preferire una catastrofe futura, mentre i leaders fingono di operare efficacemente; eppure l’utopia e’ oggi piu’ realistica del realismo.

Non ce ne accorgiamo ma la società dell’avere si decompone e si sfascia, sotto gli occhi di tutti, nell’impotenza e nella più totale anarchia.Mano a mano che le illusioni del paradiso terrestre vanno cadendo, si avvicina il momento in cui l’uomo dovrà ricorrere, come ultima risorsa, a quello che è diventato il grande sconosciuto:Se stesso.Voglia Dio che lo ritrovi ancora in piedi, tra le rovine.