«La riunificazione è stata la peggior cosa che poteva accadere alle squadre della DDR e la migliore possibile per i giocatori» ha dichiarato Thomas Doll, ex giocatore di Lazio, Bari e della nazionale della Germania Est. È dal 2009 che una squadra della ex Repubblica Democratica Tedesca non gioca in Bundesliga. La DDR sembra essere scomparsa anche nel calcio. Ma non tutto è perduto. La Dinamo Dresda infatti, dopo un lungo viaggio su terreni tortuosi, sembra essere risalita in sella, sugellando il suo ritorno in Zweite Liga proprio ieri, dopo il pareggio con il Magdeburg.

Sono i punti a parlare, e i tifosi a gioire. Un anno dopo quella coreografia spettacolare entrata nella storia del calcio europeo. La bandiera più lunga di sempre, 350 metri di lunghezza per 15mila metri quadrati di stoffa. Dalla tribuna li hanno proclamati i tifosi migliori del mondo, soprattutto perché nessuno di loro, nascosto sotto la bandiera, ha potuto vedere il maestoso effetto in diretta. A giocarsela era sempre il Magdeburg, purgato con un 3 a 2 accolto dai tifosi come un ringraziamento da parte dei giocatori e della società. Una presenza costante quella dei tifosi, che di generazione in generazione, tramandano ai propri figli la passione per questa squadra dal passato glorioso.

Otto campionati e sette coppe nazionali elogiano una delle squadre più forti della Bundesliga degli anni ’70 e ’80. Dopo la caduta del muro, tutto sembrò un bellissimo sogno, irripetibile. La corsa in Bundesliga durò solo quattro misere stagioni, terminate nel 1995 con una retrocessione al campionato regionale. Ma la Dinamo Dresda non fu l’unica società a fare questa fine. La sorte fu comune anche per l’Hansa Rostock (seppur ebbe più fortuna della squadra di Dresda) e l’Energie Cottbus (ultima squadra della ex DDR a qualificarsi in Bundesliga, correva l’anno 2009). Destino diverso per la Lokomotive Lipsia, che dopo una sola stagione in Bundesliga è fallita. Rifondata nel 2003, è scesa ancora più in basso, nella quinta divisione nazionale.

Storicamente, i club della DDR sono stati sempre più deboli dell’ovest. La scarsa rilevanza che l’Unione Sovietica desse al calcio è una delle ragioni, ma ancora più rilevante è la gestione pubblica delle squadre, che non permetteva ai privati di rilevarle. Dopo il 1989 le squadre della ex Repubblica Democratica Tedesca hanno assistito all’esodo dei loro migliori giocatori: assaliti da giornalisti e manager che li volevano ad ovest, dove avrebbero scritto le loro carriere. È la storia di Uwe Rosler, Andreas Thom e Ulf.

Ad oggi, il club di Dresda è pronto a risorgere dalle sue ceneri. Il migliore attacco della 3° Liga con 65 gol segnati. Ellers e Testoet, rispettivamente con 20 e 18 reti, sono capilista della classifica marcatori. Una stagione positiva nel complesso, seppur segnata da molti gol subiti, quasi uno in ogni partita (31). Per restare rimanere su questo Glück Zug, treno della fortuna, è necessario alzare il livello di gioco, rimanere costanti tempo, ma anche non perdere l’entusiasmo cavalcato in questa stagione agli sgoccioli. Se non altro, per ripagare chi ogni domenica riempie gli spalti vestito di nero e giallo.