“Atleti, Atleti, Atlético de Madrid“ cantano i ripetitori del Vicente Calderon, 4-0 dicono i maxi schermi. Ma la prima volta tra colchoneros e l’Astana in Champions League non verrà ricordata per il risultato, bensì per altro. Neanche un minimo appoggio arrivato dai tifosi, nessun supporter si è presentato in trasferta, e da ricercare col microscopio nel tessuto delle tribune del Calderon le bandiere kazake, di chi da tempo si è trasferito in terra iberica. Troppo nette le differenze espresse in campo dalle due formazioni. Divario aumentato dalla scelta della società kazaka: niente trasferta per metà della squadra titolare, in sette rimangono a casa. Una partita che vale una stagione, la sfida al vertice del campionato contro il Kayrat Almaty. Squadre distanziate da cinque punti e la necessità di risparmiare energie per una squadra che a soli 6 anni di vita può vantare gia in bacheca: un campionato, due Supercoppe e una Coppa del Kazakistan.

Decidere di presentarsi con soli tre giocatori di movimento più un portiere in panchina è sembrato però un affronto alla nobile e illustre storia della Coppa dalle grandi orecchie. C’è da dire che la capitale kazaka e quella spagnola distano quasi settemila chilometri, undici ore di aereo e quattro ore di fuso orario. Non certo una scampagnata per una squadra che comunque sarebbe arrivata in terra iberica con poche chance da giocarsi se non in contropiede. Eppure la scelta dei dirigenti kazaki urla una denuncia che da tempo aleggia nel quartier generale della UEFA di Nyon. L’allargamento delle frontiere della massima organizzazione europea del calcio ha portato ad espandere da una parte introiti provenienti da sponsorizzazioni e TV, ma ha causato anche i primi problemi di collegamento all’interno di un territorio troppo vasto per essere controllato nel suo intero. L’Unione Europea conta 28 paesi membri, l’UEFA 54, quasi il doppio.

Molti sono i paesi geograficamente appartenenti ad altri continenti, ma cresciuti sportivamente ed economicamente sotto il modello europeo. Vedi Israele e i paesi dell’ex Unione Sovietica Troppe le distanze culturali che aumentano il divario tra i vari paesi. Lo sforzo però dei massimi capi del governo del Kazakistan è quello di abbandonare la zona di limbo in cui territorialmente si trovano, e conquistare sempre già potenza economica e politica all’interno del vecchio continente. Veicolo motore di questo avvicinamento, che spinge verso la conquista di sempre più ampi spazi culturali è il fondo di investimento dello Stato: Samuryq-Qazyna A capo del fondo sovrano c’è Omirzaq Shukeyev, ex vice primo ministro e dell’economia e consigliere del presidente Nazarbayev. Nel 2012 è stato creato l’Astana Presidential Sports Club, un grande circolo, «un progetto multi-sport» come ha detto Shukeyev, di cui fanno parte il basket, l’hockey, il pugilato, ovviamente il calcio, ma soprattutto il ciclismo. Un modo alternativo per espandere e pubblicizzare uno stato, visto troppo lontano dagli occhi occidentali.

Di sicuro una caduta di stile quella che li ha visti protagonisti mercoledì nella notte dei campioni. E per fortuna che la finale di Coppa di Lega si giocherà il 21 novembre, sempre contro i rivali del Kayrat Almaty. Proprio tre giorni prima del penultimo turno di Champions, con il Benfica costretto ad una vera e propria migrazione. I due antipodi dell’Europa calcistica collegati da 90 minuti di gioco, ma separati da 12 ore di aereo. Un inusuale fischio d’inizio alle 16, per rispettare il fuso orario ed evitare le temperature glaciali della seconda capitale più fredda al mondo. La partita che sancirà veramente il matrimonio di tutta Europa o forse sarà solo la solita farsa, obbligata dai soldi e sponsorizzazioni con un neanche troppo celato obbiettivo politico.