di Andrea Lambertucci

Dopo un’annata incredibile, la favola del Leicester di Claudio Ranieri sembra essere ormai una realtà solida. La “Leicester-Mania”, intanto, sta impazzendo in tutto il mondo. In settimana, Claudio Ranieri ha rilasciato alla stampa inglese una lettera aperta nella quale raccontava come, nel primo incontro con il presidente, gli fosse stato chiesto di raggiungere una tranquilla salvezza. Poi, però, nella landa dei sogni e delle speranze sono giunte le gambe dei suoi ragazzi, un gruppo che “scende in campo con la consapevolezza del Barcellona, ma gioca come una provinciale”. 

A cinque gare dal termine, gli uomini di Ranieri sono a +10 sul Tottenham (che deve ancora giocare), la contendente numero uno per il titolo, nella Premier più pazza degli ultimi vent’anni. E mentre la “Leicester-Mania” impazza in tutto il mondo, con la Puma che non riesce a soddisfare la domanda di magliette e i biglietti dello stadio esauriti da tempo, il sindaco di Leicester (nota fino ad oggi, nello sport, principalmente per il rugby) ha annunciato di essere pronto ad intitolare viali, parchi ed edifici alle Foxies. E se può sembrare eccessivo, si dovrebbe sottolineare come un anno fa, in questi giorni, il Leicester fosse ultimo in Premier, una squadra senza speranze di salvezza. Vincendo la Premier quest’anno, però, le Foxies concluderebbero una escalation incredibile, dando vita ad un miracolo sportivo e alla rivincita di un gruppo di uomini (prima che calciatori) che nella loro vita avevano tanto, forse troppo, da recriminare.

Innanzitutto Ranieri, l'”eterno secondo”, poi Capitan Morgan, cresciuto nelle periferie “pericolose” (così le ha definite lui stesso) di Nottingham. Quindi Drinkwater, Huth, Fuchs e Albrighton, rimasti fino ad oggi ai margini del calcio che conta e ora conosciuti e stimati da tutti gli amanti del calcio; ma tra questi “paria” del calcio, il più famoso è il numero 9, “Mr. Pressing” Jamie Vardy, che fino a sei anni fa giocava nei dilettanti del l’ottava serie del calcio inglese. E poi le sorprese stupefacenti, come Simpson, Kantè, Mahrez ed Okazaki, oltre al portiere Schmeichel, figlio d’arte d’eccezione. Ma la favola del Leicester, quando diverrà realtà, sarà la favola di tutti gli appassionati di calcio, di quel calcio vero, di un tempo, dove i calciatori non erano strapagati divi, ma semplici ragazzi che giocavano per un sogno. Sarà la favola di chi, come Vardy, lavora per sostenere i propri sogni, quando tutto il mondo sembra averli preclusi. Di chi tifa Davide quando si scontra con Golia. Di chi crede nel lavoro e non nel vile denaro. Di chi vuole sognare. E quando ci sarà la partita decisiva, quando Vardy segnerà il gol-scudetto, sarebbe bello sentirsi dire: “Do you believe in miracles?”. Yes, we do.