Come di consueto con l’arrivo del mese di Giugno siamo arrivati al momento clou di ogni stagione sportiva, ma se nel calcio la coppa dei campioni è già stata sollevata, per gli appassionati di NBA la gara è ancora tutta da giocare. Sono iniziate le Finals con la gara 1 di venerdì, portata a casa dai Warriors per 108 a 100. Le protagoniste sono due squadre completamente diverse, entrambe assenti dai grandi palcoscenici da lunghi anni. I Warriors addirittura dal 1975, ma portano con loro un bagaglio di tre titoli. I Cleveland Cavaliers mancano solo dal 2007, quando persero contro i San Antonio Spurs che li stracciarono per 4-0, non sono mai arrivati alla conquista del titolo, molto vicini alla meta non sono mai riusciti a tagliare il traguardo. “Papà dai sbrigati iniziano le finals, gioca Lebron la partita è nostra” ma qualsiasi tifoso con un po’ di esperienza sa che non è mai così facile che le insidie sono dietro ogni angolo pronte a smantellare i sogni dei tifosi.La gara-1 si è rivelata un testa a testa ad alta densità emotiva. Tutti quanti, nessuno escluso, scommettono sulla vittoria dei Warriors, ma in una finale mai dire mai con una delle squadre migliori della Eastern Conference, soprattutto con la magnifica presenza sul parquet del Prescelto. I Cavs tengono testa ai Warriors fino al quarto tempo, succedendosi in un botta e risposta firmato da un 73 pari a fine terzo quarto e 98 alla fine della quarta frazione. L’overtime viene letteralmente conquistato dai padroni di casa che accumulano quattro falli che gli permettono di far scorrere il cronometro verso il fischio finale. Lebron non basta, miglior giocatore della serata, ha portato alla sua squadra ben 44 punti il quintetto guidato da Curry (26 punti) mette a segno un +8 finale che permette a tutti i diciassette mila presenti, all’Oracle Arena, di far iniziare la festa, una festa a tinte gialle, i sostenitori del Golden States non mancano neanche questa volta, la casa dei Warriors è la loro stessa casa e non possono contenersi.

Per gli appassionati, questa stagione vedrà compiersi una sfida nella sfida, non ci sono solo le squadre a competere per il titolo, ma anche le rispettive stelle desiderose ad oscurare i rivali. Da una parte LeBron James, il Prescelto, 213 centimetri per 27,2 media di punti per i playoff della stagione, un giocatore quasi perfetto che per una volta dovrà provare l’ebrezza di giocare una finale da sfavorito. Dall’altra l’Mvp del 2015, all’apice della sua carriera, dalla corporatura esile, scattante e veloce, l’imprendibile Steph Curry, legittimo protagonista della stagione 2014-2015, in grado di scatenare la furia dei tifosi di Oakland. La stagione di LBJ ha seguito lo stesso andamento della sua squadra, un inizio timido, quasi sottotono, per poi prendere in mano gradualmente i suoi compagni , fino a condurla ad un passo dalla gloria a suon di record. Dall’altra parte i Golden State protagonisti di una stagione fantastica chiusa con ben 67 vittorie, entrando nella top 10 nba in questa particolare categoria. Il coach Steve Kerr ha saputo plasmare una squadra pressoché perfetta, in grado di esprimere sul parquet un gioco veloce ed esaltante. La mitologia narra la storia dello scontro tra Davide e Golia e i giornali d’oltre oceano non hanno mancato di sottolineare questo aspetto. Una squadra senza apparenti punti deboli, collezionista di record difensivi e offensivi, Golden state, contro una franchigia che ha dovuto lavorare sodo e migliorare le sue prestazioni per poter avvicinare quell’anello tanto ambito, Cleveland. Non bisogna però cadere nell’errore di considerare queste due squadre dipendenti dalle prestazioni dei loro due fuori classe. Arrivare a giocarsi una finale Nba significa in primis aver costruito una squadra perfetta o perlomeno così brava a celare difficoltà e problematiche, un roadster lungo, tanto da poter affrontare l’interminabile stagione, composto da giocatori capaci e vogliosi di mettere in difficoltà il coach per la scelta del quintetto iniziale. Irving, non al meglio delle condizioni per un infiammazione al ginocchio sinistro, e Thompson sono solo due dei nomi che accenderanno la sfida, spalleggiando Lebron e Curry. Come ogni serie al meglio delle 7 il fattore campo risulterà fondamentale per poter indossare il tanto ambito trofeo. L’Oracle Arena e la Quicken Loans arena si preparano al meglio, due fortini che durante la stagione regolare sono stati spesso inespugnabili, poche franchigie possono vantare una vittoria in queste due palazzetti. Lebron e compagni nelle ultime 28 partite hanno festaggiato davanti ai propri tifosi 26 volte. Archiviata gara 1, è tempo già di pensare alla prossima sfida che vedrà una Cleveland costretta a vincere per non vedere allontanare un trofeo fondamentale nella loro bacheca. Serie che con ogni probabilità decreterà il miglior giocatore della stagione, probabilmente il vincitore. Vedremo Lebron James iniziare il cammino verso il viale del tramonto, abdicando in favore di Curry, alla prima vera occasione della sua carriera, o staremo ancora qui a esaltare un giocatore fantastico e immortale? Non ci resta che aspettare.