Dopo quasi sei mesi di digiuno El Niño torna a segnare e non per un gol qualsiasi ma per il 100° tanto atteso e agognato. Ma al Vincente Calderòn la festa è doppia, protagonista non solo Fernando ma tutta la squadra che può godersi, almeno per ora, il primo posto insieme al Barça. Ma posiamo la nostra attenzione nuovamente sull’eterno biondo che negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé. A 31 anni di età e 12 di carriera tra le prime squadre europee, è arrivato il momento per fare una stima di chi è stato questo campione e soprattutto di chi sarà nel prossimo futuro.

L’Atletico Madrid come trampolino di lancio, il coronamento di un sogno per quel ragazzino spagnolo cresciuto con la passione per il pallone tramandatagli dal fratello. Ma fin dall’inizio la sua fragile corporatura non gli è stata una grande alleata. A partire dalla stagione 2000-01 la carriera di Torres è stata costellata da un continuo di infortuni, a partire dalla frattura del femore, al ginocchio malandato, inframezzata da problemi agli adduttori della gamba e da una caviglia malmessa. Ma forse il tassello che davvero ha fatto cambiare El Niño che tutti conoscevano è stato il cambio di colore. Dal rosso di Atletico, Liverpool e Nazionale, con le quali non ha mai messo in dubbio il suo ruolo di attaccante, al blu di quel Chelsea che lo ha bramato e soprattutto fortemente pagato.

I Blues infatti, pur di strapparlo ai Reds, lo pagarono 50 milioni di sterline in una folle ondata di mercato del 2011, ma Fernando non era più l’attaccante formidabile di cui tutti parlavano. Rimaneva sempre l’eterno bambino, ma quando dalle 81 reti portate a casa Liverpool è passato a segnarne solo 14 durante i primi due anni con il Chelsea, Abramovich si è reso conto che forse l’ingaggio per quel giocatore dalla corporatura esile e dall’infortunio facile, accompagnato da uno stipendio faraonico, non era stato il miglior affare di sempre. Insomma l’unica caratteristica che ricorda quell’attaccante poco più che ventenne sono i capelli biondi

. Eppure c’è stato qualcuno che non ha mai smesso di credere in lui, quei 45 mila tifosi che lo hanno accolto al lo scorso gennaio per dargli il bentornato a casa, nel suo stadio Rojiblanco. Ma anche qui come in passato, sembra che la storia sia destinata a ripetersi. Torres segna la sua centesima rete dopo aver passato le ultime partite dello scorso tra la panchina e il rettangolo, sempre per meno minuti. Il suo destino probabilmente non percorrerà la stessa strada del suo amato Atlético, pare infatti che il Cholo non sia intenzionato a farlo rimanere al Calderòn, deluso dalle sue ultime prestazioni, sempre accompagnato da una forma fisica mai al top. Sarà questo nuovo risultato a segnare la rinascita del Niño? Simeone cambierà idea? In fondo è sempre un giocatore che sulle sue piccole spalle porta il peso di tre importanti trofei tra i quali una Coppa del Mondo.