Sabato si è svolta la manifestazione organizzata dalla Rete Sociale Eurostop, alla quale hanno aderito partiti, movimenti, sindacati della sinistra italiana: dall’USB (Unione Sindacale di Base) alla Rete dei Comunisti, dal PCI alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, dalla Confederazione per la Liberazione Nazionale a Rifondazione Comunista, dai movimenti contro gli sfratti a tanti altri collettivi e movimenti. Nonostante la paura infusa dai media per probabili infiltrazioni, il corteo costituito da circa 10000 persone è proseguito senza contatti con le forze dell’ordine.

Dopo anni di posizioni contigue o al massimo ambigue rispetto al progetto europeista, si è finalmente formato a sinistra un fronte comune con posizioni chiare: non si può invertire la rotta senza l’uscita dall’Unione Europea, dall’Euro e dalla NATO

Sebbene la mattina abbiano sfilato anche gli imperterriti della riformabilità dell’UE, attirati dai pifferai de La Nostra Europa (CGIL, CISL, UIL, COBAS, L’Altra Europa con Tsipras, Sinistra Italiana, Unione degli Universitari, Rete degli Studenti Medi, Arci, Arcigay, Libertà di Movimento e tante altre sigle) per un’Europa “unita, democratica, solidale, senza muri, blocchi e accordi disumani”, non comprendendo neanche il clamoroso fallimento di Efialte Tsipras, la Rete Sociale Eurostop ha tracciato un solco all’interno della sinistra: non c’è alternativa restando nell’Unione Europea, nella NATO e nella zona Euro, moneta che in realtà è e non può non essere empio mezzo d’oppressione tra le Nazioni e le classi. Se in una manifestazione si parlava di abbattimento delle frontiere e dell’Europa di tutti, sorvolando sui disagi reali e tangibili che un’immigrazione incontrollata soprattutto dal punto di vista “proletario”, dall’altra si è finalmente detto che la sovranità nazionale è il primo passo per la rottura della gabbia rappresentata dall’Unione Europea e per il superamento delle politiche neoliberiste.
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In particolare nello spezzone della Confederazione per la Liberazione Nazionale (Campo Antimperista, Movimento Popolare di Liberazione, Risorgimento Socialista, Indipendenza e altri movimenti) si è parlato esplicitamente di patriottismo popolare, di sovranità economica e politica, della Germania come potenza (tornata ad essere) imperialista, dell’euro come strumento di governo, della svalutazione del lavoro, della difesa degli Stati-nazione, della menzogna che l’Unione Europea ci ha donato la pace per sessant’anni. Da segnalare anche il convegno del Partito Comunista di Marco Rizzo e del Fronte della Gioventù Comunista a San Lorenzo, dal titolo “Nessun futuro nella UE”, dove sono intervenuti rappresentati dei Partiti d’Europa aderenti all’Iniziativa dei Partiti Comunisti ed Operai Europei, oltre a sindacalisti delle imprese e dei settori più attaccati del momento (Almaviva, FCA Pomigliano, Alitalia e tassisti), al quale si è recato anche l’economista Alberto Bagnai.

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Con tutte le sue declinazioni, Eurostop ha lanciato il fronte della sinistra contro l’euro e la manifestazione di sabato è stata la prima prova tangibile che questo esiste. Chiunque desideri sinceramente il superamento delle politiche neoliberiste e quindi il ripristino pieno della sovranità monetaria e politica, non può che accogliere questa notizia a braccia aperte. Sugli “altroeuropeisti” stendiamo un velo pietoso, che comunque non coprirà la puzza decompositiva di sessantottismo liberal-libertario.