In maniera assolutamente non rigorosa, ma solo suggestiva, è interessante rilevare che in molte zone del mondo il “progressismo” convinca solo in quegli stati a metà strada tra ingenuità e maturità. Per progressismo intendiamo qui quel contenitore che racchiude la fede cieca nei Diritti Umani (maiuscole), la fiducia nella tecnologia sopra la politica, l’alta finanza, le monete uniche, il FMI. Nel populismo rientrano Trump, la Brexit, l’Europa del sud ma anche Duterte, Correa, Evo Morales, Putin.

In questo secondo calderone, pieno di differenze ma facilmente identificabile per opposizione ai c.d. “poteri forti”, sembrerebbe esserci un filo conduttore che unisce i Paesi più sviluppati (USA, UK) a quelli meno sviluppati (Filippine, Bolivia, Ecuador). Verrebbe allora da dire che questo ‘populismo’ (parola ridicola, ma ci capiamo) attrae gli estremi, le nazioni che hanno materialmente poco (ceto medio mai sbocciato) e quelle a cui era stato promesso tutto (ceto medio impoverito). Al centro di questa scala, rimangono gli stati a metà: quelli dal ceto medio molto giovane, ancora pieno di speranze (Argentina, Brasile, e lentamente altri paesi sudamericani), e quelli dal ceto medio non ancora impoverito (Nord Europa).

Senza scendere nelle peculiarità di ognuno (il socialismo scandinavo, la crisi del petrolio in sudamerica, il golpe bianco in Brasile, il cacerolazo argentino, il crollo dell’Urss), da questo osservatorio superficiale sembrerebbe che la democrazia tenda a oscillare tra momenti di illusione e momenti di frustrazione, espansione e contrazione. Il populismo forse non è un’anomalia accidentale, l’errore della storia, ma appare quasi più costante e normale (da norma statistica, si calmino i decostruzionisti) delle fasi “illuminate”. Sarebbe bello, da grandi, trovare la ricetta per una via di mezzo equilibrata, un capitalismo meno speculativo, un progressismo realista, uno sviluppo sostenibile. Bisogna solo capire se l’essere umano è un animale abbastanza educato da rimanere seduto composto in uno stato quasi stazionario.