Il recente acquisto di un neonato da parte di Nichi Vendola, dopo aver creato qualche imbarazzo nell’area progressista, ha ridato nuova linfa al più bell’esempio di disonestà morale e flaccidità intellettuale: la comoda posizione del “saranno fatti suoi”. Insomma, noi progressisti potremmo anche essere eventualmente in disaccordo, ma se Vendola vuole proprio comprarsi un bambino sarà pur sempre affar suo.

Verrebbe allora da chiedersi su quali basi, una settantina di anni fa, alcune pettegole ficcanaso andarono a mettere bocca sul modo in cui Hitler dava sfogo a quel suo grande desiderio di diventare un meraviglioso genocida. Oppure come mai ognuno non si regola con i propri familiari handicappati secondo coscienza, ma imponiamo a tutti un pesantissimo codice di comportamento, tra cui non strangolarli, non torturarli, etc. Perché ognuno non può essere libero di fare quello che vuole (uffa)? Perché, cari amici progressisti, la nostra libertà finisce (uffa) dove comincia quella degli altri. E se gli altri non possono parlare, o non possono pensare, o non hanno la forza di far rispettare la propria parola, allora noi abbiamo il dovere (il dovere, non il diritto) di parlare per loro, cercando di interpretare la loro volontà, i loro bisogni, i loro desideri. Vogliamo stabilire che ai bambini non cambia nulla essere strappati dalla madre che li ha tenuti in grembo per nove mesi? Stabiliamolo, e sia regola generale. Vogliamo stabilire che un bambino fino a 18 anni non ha nessun diritto di decidere in quale contesto crescere? Stabiliamolo, e sia regola generale. Quello che non è più tollerabile è questa prepotenza indisturbata del più forte sul più debole, supportata da un’omertà generale sponsorizzata come inno alla libertà. La ‘libertà su terzi’ non esiste, si chiama violenza. E finché avremo l’ostinata velleità di considerare “soggetti di diritto” i bambini, gli handicappati, gli anziani improduttivi, gli ebrei ed i negri, è nostro dovere (dovere, non diritto) impedire che gli sia torto un capello.

L’alternativa, come al solito, esiste ed è banale: godono di diritti inalienabili le persone di età compresa tra i 18 ed i 55 anni, nel pieno delle facoltà fisiche e mentali ed un reddito superiore a n-mila euro al mese. Compagni, quando la facciamo questa nuova rivoluzione?