Il divorzio breve è legge, unaltra promessa mantenuta dal cattolico Renzi. Euna riforma più incisiva del Jobs Act ma che di questo andrebbe letta come un completamento: precarizzazione del lavoro, precarizzazione della famiglia, la società che si modella sulle esigenze del sistema di produzione e di consumo. Si naviga a vista, nella società liquida, funziona così e nascervi, ormai, è un lusso a cui sarebbe preferibile rinunciare: in Italia non c’è più nemmeno la garanzia di un pannolino, ai pochi nuovi nati italiani sarà detto di rigirarlo, di levarlo la sera per indossarlo, mondato e fresco, la mattina. Famiglia Cristiana cade rovinosamente dal pero, con la dabbenaggine che connota certa militanza cattolica; parla  di attacco alla famiglia. Dal PD, che di tale militanza è solido alleato, si alzano cori di giubilo per il raggiungimento dellennesimo traguardo nella direzione della libertà assoluta; è la vittoria dellennesima battaglia di civiltà. A noi, invece, pare piuttosto una misura di snellimento burocratico, unelemosina alla casta degli avvocati poveri di cui il Parlamento abbonda, un inchino a novanta gradi di fronte al Giglio fiorentino o piuttosto, alle sue premure culturali.

C’è una funzione pedagogica inscritta in ogni provvedimento legislativo, è sempre stato così, almeno dal Code Napoléon in poi: la legge educa il popolo e quando questo non risulti già sufficientemente formato, lo si piega a bastoni e carote, lo si sensibilizza con casi pietosi e lo si indirizza, infine, verso nuovi mari di possibilità. Ma siamo nellanno di grazia 2015 e probabilmente Napoleone ci puzza di naftalina; è preferibile fare riferimento a Steve Jobs, per il quale “non è il lavoro dei consumatori sapere quello che vogliono”. Evero, sapere che cosa vuole il popolo consumatore è il lavoro di Renzi, coadiuvato dalla sua corte dei miracoli dagli occhi cerulei. Essi hanno capito che il sogno di ogni italiano è schivare le noie del posto fisso come il miglior Alberto Tomba le bandierine, nel lavoro come negli affetti. Essi sanno che il sogno di ogni italiano è procedere per tentativi, di combinazione in combinazione, giacché lumanità funziona anatomicamente per innesti. Come a Legoland.

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Avanti, insomma, che è #lavoltabuona. Nel futuro, in ogni quartiere residenziale, sarà una sinfonia di clacson e di “hey campione”, di Maracaibo ballate dalle madri con i profughi, con padri vivificati dal coming out con lo sguardo vitreo dietro il finestrino abbassato, in attesa del figlio unico, preadolescente e triste, da portare in tenda al Parco Nazionale della Sila. E non potrà che essere così, perché un Bed & Breakfast nessuno se lo potrà più permettere.