Il 3 gennaio a Brescia l’Associazione Islamica Imam Mahdi (A.S.) – fondata nel 2004 ad opera di musulmani e musulmane aderenti alla scuola Ja’afarita o Sciita Duodecimana per far conoscere la propria dottrina alla società italiana tutta, senza distinzioni di sesso, lingua e razza – ha tenuto un incontro con l’hujjatulislam Abolfazl Emami nuovo Imam (guida religiosa) del suddetto centro islamico che ha sostituito l’italiano Abbas di Palma il quale è tornato a Qom (Iran) per proseguire i suoi studi.

L’hujjatulislam Abolfazl Emami, che ha studiato per circa venti anni nella Hawzah (seminario teologico) della città santa iraniana di Qom, si è laureato in filosofia “nell’Istituto di formazione e ricerca Imam Khomeyni”, ha ottenuto un Master presso l’Università di Qom in “Scuole (Madhab) Islamiche” ed è in attesa di discutere la tesi di Dottorato sul “Diritto politico islamico (Fiqh Siasi)” al “Jamiat al-Mostafa”.  

L’argomento del convegno doveva essere incentrato essenzialmente sulla celebrazione dell’anniversario della nascita del Profeta Muhammad che quest’anno è caduto il 23 dicembre il giorno prima della vigilia di Natale, tuttavia i tragici fatti che proprio in questi giorni hanno colpito la comunità sciita dell’Arabia Saudita, dove lo sceicco Nim al-Nimr è stato decapitato insieme ad altri 46 suoi seguaci in dodici diverse città, non hanno potuto esimere l’hujjatulislam dal condannare nella maniera più risoluta le azioni del governo di Ryadh. «Il regime saudita pagherà caro l’assassinio di al-Nimr» ha tuonato Emami. «Dovremmo cambiare il nome dell’Arabia Saudita» ha aggiunto «non è giusto che la terra che ha dato i natali al Profeta Muhammad porti lo stesso nome di una casata oppressiva».

Ritornando sull’argomento centrale dell’incontro l’hujjatulislam ha messo in guardia i musulmani dal trasformare il Mawlid (il genetliaco del Profeta) in qualcosa di simile al Natale. In Occidente infatti – ha aggiunto – la celebrazione del Natale si è trasformata in una banale festa consumistica sostituendo la figura di Cristo con quella di Babbo Natale. Ma Babbo Natale al contrario di Gesù non piange ogni qual volta un oppresso della terra subisce un’ingiustizia. Egli non soffre al contrario del Cristo – di cui il Profeta Muhammad è venuto a confermare il messaggio – per tutti i martiri cristiani e musulmani fatti dall’ISIS e dal suo sponsor l’Arabia Saudita. Babbo Natale è sempre sorridente. La verità – ha aggiunto l’hujjatulislam – è che l’Occidente ha rimosso la figura di Gesù Cristo per sostituirla con quella di Babbo Natale in modo da non dover pensare a tutti coloro che soffrono nel mondo.

Bisogna al contrario mantenere viva la figura di Muhammad e di Gesù Cristo i quali nella loro vita si sono schierati sempre dalla parte degli oppressi e dei diseredati e hanno soccorso coloro che avevano bisogno senza voltare lo sguardo dall’altra parte come fa oggi l’Occidente. Ha ricordato inoltre come uno dei peccati maggiori dell’Islam sia associare qualcosa di diverso a Dio (shirk). Al tempo del profeta – ha ricordato – gli uomini associavano a Dio altre divinità. Oggi il politeismo non assume più questa forma. Oggi gli uomini non associano più altri dei all’unico vero Dio ma i beni materiali e le ideologie materialiste. Questa è una delle cause della decadenza dell’Occidente. Solamente ritrovando la dimensione del sacro sia i musulmani che i cristiani possono realizzare veramente se stessi e non cercando di riempire il vuoto provocato dalla secolarizzazione della società con beni di consumo materiali.