Poiché la battaglia Lgbt verte ormai solo sulla confusione (volontaria) tra diritti c.d. ‘civili’ della coppia omosessuale e diritto all’adozione (che, com’è evidente ad ogni persona di buon senso, tira in ballo altri problemi), e l’unico argomento utilizzato è il sarcasmo su “che cos’è natura?”, proviamo a spiegare per l’ennesima volta in che senso la “filiazione omosessuale” è contro natura.

Ogni essere umano pensato nella sfera della realtà non può non avere un padre ed una madre. In Natura, intesa spinozianamente come “tutto ciò che esiste”, cioè l’insieme di natura intatta, tecnologia, scienza, etc., ad oggi non esistono uomini che non siano nati dall’unione di uno spermatozoo e un ovulo, provenienti da un padre ed una madre. Non esiste una persona che sia nata da due spermatozoi o da due ovuli. Magari tra 50 anni si riusciranno a creare ovuli sintetici, con DNA neutro, a cui basta aggiungere lo spermatozoo paterno. Oggi però in Natura questo non esiste: esistono sempre, necessariamente, un padre ed una madre.

Alla luce di ciò, alcuni (molti, in Italia) pensano che quando al bambino nato vengano a mancare per varie ragioni (tragiche*) il padre e la madre che lo hanno messo al mondo, il bambino abbia diritto alla ricostituzione del ‘tipo’ di nucleo di persone che naturalmente al mondo lo ha messo, cioè quello formato da un uomo ed una donna, un padre ed una madre (adottivi). Sulla stessa linea, queste persone definiscono (per le ragioni spiegate su) “contro natura” famiglie adottive create scientemente su altri schemi (single, coppie omosessuali, etc.).

Resta ovviamente valida la posizione opposta, cioè che il bambino possa essere cresciuto da ‘tipi’ di nuclei familiari diversi da quello che naturalmente lo ha messo al mondo. L’importante è avere argomenti validi per difenderla, e non solo una facile e penosa ironia retorica su “cosa è natura?”.

(*)Magari un soggetto politico che volesse assomigliare a qualcosa di realmente progressista dovrebbe battersi innanzitutto davanti allo scandalo di bambini strappati alle famiglie “troppo povere”, combattendo quella povertà e quella disumana logica schiacciata sul criterio del censo. Ma ormai i progressisti preferiscono noleggiare uteri…