Lo diceva Micheal Moore nel suo documentario Fahrenheit 9/11: “Quei video di Bin Laden diffusi dalla CNN dove lui sembra sempre più giovane”. Ebbene oggi potremmo scoprire che quella non era una semplice boutade camuffata da proiettile ipodermico, o viceversa; per colpire, o meglio per solleticare, la mente del supporter mediamente democratico avverso alle magagne del governo Bush, ma una cruda realtà. Un’inchiesta del Bureau of Investigative Journalism ha infatti rivelato che durante la seconda Guerra del Golfo (Invasione dell’Iraq, 2004), voluta principalmente da Stati Uniti e Inghilterra, ben 300 persone presero parte,per conto dell’agenzia britannica di pubbliche relazioni  Bell Pottinger Private, alla produzione di finti video di propaganda jihadista da ricondurre al gruppo terroristico Al Qaeda. Secondo l’ex dipendente Martin Wells il fine era quello di traghettare l’opinione pubblica contro l’organizzazione terroristica comandata dal miliardario saudita e rinforzare le politiche espansioniste occidentali. 

Al centro di questa guerra mediatica c’era da parte del governo statunitense la manipolazione di questi video i quali venivano sapientemente montati a tavolino per legittimare la guerra agli occhi della popolazione irachena e dell’opinione pubblica occidentale, nonché per demonizzare Saddam Hussein, così come Al Qaeda. Se gli obiettivi del Pentagono in questa operazione occulta erano quelli di spargere nei villaggi, parallelamente all’avanzata degli alleati, dei CD-rom contenenti immagini che avrebbero imbonito nei loro confronti gli abitanti, ma soprattutto per ‘localizzare’ tramite Url e Google Analytics eventuali cellule terroristiche che ne entravano in possesso. Dall’altro canto mostravano un dato evidente che potrebbe destare una certa preoccupazione: oggi dopo 13 anni scopriamo grazie ad un ex dipendente che solo per conto della Bell Pottinger, tra il 2004 e il 2011, 300 persone hanno lavorato in cambio di 500 milioni di dollari per mettere in scena una farsa che facilitasse questa operazione militare su vasta scala. 

Ora con questo non vogliamo andare contro le ponderate affermazioni di “Enrichetto” Mentana, che recentemente ha sbeffeggiato migliaia di cospirazionisti devoti alle scie chimiche e ai rettiliani a capo del G7, ma sottolineare che dietro le quinte, in quegli anni, qualcosa è accaduto.