Da quali fonti si abbevererà mai, il nostro Carlo Panella, per dire che la causa delle sciagure siriane ed irachene, prima, e dei conseguenti flussi migratori, poi, è l’Iran? Dove avrà vissuto in questi ultimi anni, per non accorgersi che se proprio c’è qualcuno che sul fuoco ha buttato acqua – quando i “liberatori” usavano idranti ricolmi di benzina – è proprio il vituperato Iran?

Ma si, diamo sempre colpa agli ayatollah, che nel dubbio non si sbaglia mai e allo stesso tempo, magari, ci si prende un applauso dalla sig.ra Nirenstein. E così, in un’accozzaglia di notizie buttate a caso a seconda della convenienza, il Panella campa in aria il suo teorema di una Russia apertamente in guerra in Siria e di un Iran causa di tutti i mali della regione.

Noi, però, non ne possiamo più, Panella. Dopo una guerra falsa e bastarda sostenuta, all’epoca, dalle vostre colonne sempre filo-yankee, per armi di distruzione di massa mai esistite, oggi la colpa dello scenario iracheno sarebbe di Teheran? Dopo aver chiuso e bendato gli occhi di fronte all’avanzata del peggior terrorismo islamista in Siria, è sempre di Teheran la colpa? Stiamo ancora ad incolpare Assad e a pronosticarne la caduta, quando il mondo intero dovrebbe inginocchiarsi di fronte a lui ed ai suoi soldati che soli (S-O-L-I) contro tutti combattono quelle bestie funzionali agli sporchi giochi atlantisti.

Ci spieghi Panella, perché ovunque si posi l’occhio dello schieramento che lei sostiene nascono guerre, morti e catastrofi? È forse un caso che ovunque sia stata fatta una guerra dalla Nato oggi regni il caos? Lei si tracanna ancora la storia dei ribelli siriani “moderati”, o in cuor suo, mi auguro, sa che senza gli aiuti russo-iraniani su cui lancia giudizi affrettati, oggi l’IS controllerebbe mezzo Medio Oriente? E ancora: ci spieghi perché le grandi democrazie occidentali, così solerti contro i governi di Saddam, Gheddafi, Assad e altri ancora, oggi che esiste un vero nemico che andrebbe combattuto con tutte le forze possibili (e che potrebbe essere annientato nel giro di qualche settimana al massimo), se ne stanno con le mani in mano accampando scuse e raccontando balle a mezzo mondo?

Chi ha scatenato le guerre da cui fuggono quei disperati che vediamo oggi in televisione? Teheran? Oppure è il risultato dell’esportazione dei diritti umani da parte delle democrazie che lei sostiene e che, evidentemente, forse considera come la raffigurazione del bene.

Non gira così il mondo. E può star certo che se si prendesse esempio dall’Iran, pur con tutti i suoi difetti, il mondo sarebbe un luogo dove vi sarebbero meno guerre e meno esodi di disperati. Incolpevoli marionette orchestrate da chi, oggi, con un occhio piange e con l’altro guarda nel mirino  per decidere dove sparare ancora.