Tutti quei disfattisti rancorosi che ancora si lamentano della classe politica regnante dovrebbero cospargersi bravamente il capo di cenere e recitare un silenzioso mea culpa. Noi siamo tra questi, e con tanta e alta devozione ringraziamo due tra le superiori cariche del nostro Stato felice per l’ultima iniziativa partorita dalle loro auguste menti, segno della tenace benevolenza che costoro rivolgono quotidianamente a noi umili uomini di massa. Le Loro Eccellenze Boldrini e Fedeli hanno ieri inaugurato il lodevole servizio #bastabufale, tramite un giocondo elenco di 8 punti utili a evitare i bassifondi mefitici delle terribili fake news. E’ una gloriosa fortuna vivere sotto cotanto regime!

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Noi siamo, per definizione, delle carogne dissidenti. Prima di leggere le tesi boldrinian-fedeliane l’occhio malevolo ci cade in basso a destra, nell’angolino riservato ai partner dell’iniziativa. Ecce sponsor! Oltre alla presenza di Google e Facebook– puri custodi della libertà di pensiero e d’opinione- ecco palesarsi l’aquiletta lumbard di Confindustria. Quale giubilo! Accanto ai nostri sovrani illuminati non potevano non mancare i fulgidi capitani d’industria d’Italia, quei grandiosi imprenditori capaci di rendere una nazione di villani un fulcro dell’Occidente avanzato. La trimurti si completa: governo, Capitale, multinazionali smart&trendy della Silicon Valley. Chi dice che le élite remino in direzione contraria agli interessi delle masse dev’essere proprio un disfattista. Chiariti i mandanti i creatori del lodevole schema, andiamo a compulsarne qualche riga.

Punto 2: Usa gli strumenti di Internet per verificare le notizie. “Bastano pochi clic per fermare una bufala”. In effetti le novelle emulatrici di Lutero con le loro tesi non scoprono nulla di nuovo. Alberto Bagnai quasi quattro anni fa aveva, tra le tante, trovato una bufala particolarmente saporita, partorita da uno dei colossi storici del giornalismo ufficiale italiano. Possiamo dunque, citando il punto 6, affermare che al Corsera vi siano “propagandisti, provocatori” o dei più simpatici “burloni”? In tal senso per fugare ogni dubbio dovremmo chiedere, manifesto alla mano, a una persona esperta o a un ente davvero competente. Posto che conferme indipendenti può darle sia l’ordinario in Facoltà che zio Pippo al Bar dello Sport (e in determinate materie la nostra preferenza va verso il secondo luminare), sospettiamo che le due paladine della buona stampa intendano rivolgere le pecorelle dubbiose ai soloni già noti, scelti da madama Boldrini in passato per iniziare l’opera di bonifica della rete. Ciò non contraddice l’indipendenza e la terzietà del giudizio? Silenzio, malpensanti complottardi!

Invece di pensare, leggiamo il punto sette. Si ricorda che il modem consegna a ognuno, novello Peter Parker, un potere enorme, ingestibile da soli. Anche noi, come il buon Uomo Ragno, avremo una rossa in grado di assisterci nella dura impresa, con l’aiuto di una saggia zia-presidenta. Anche qui, ci dispiace, la realtà aveva preceduto le 8 tesi della coppia più bella dell’Esecutivo. Prendiamo il Sole 24 Ore, quotidiano di riferimento per i temi economici, di proprietà di Confindustria. Forte di una buona direzione, scafata e esperta in simili giuochi di prestigio, il giornale dei padroni s’è spesso baloccato con numeri e cifre, spacciando per vere cose false e viceversa. Cose che succedono, naturalmente, com’anche usare titoli allarmistici (punto 6) e dire cose esagerate o incredibili (ibidem).

Per fortuna la rete possiede anticorpi in grado di evidenziare le falle- sicuramente non volute…- del mainstream, e questo da ben prima del manifesto bastabufale. Risulta invece preoccupante, e siamo ora seri, la continua e pedante opera di preparazione alla censura che il Presidente della Camera attuale (noi non stupriamo la lingua di Dante) pone in essere da più di un anno, con l’aiuto interessato del più discusso Ministro dell’Istruzione (non più pubblica…) della storia recente. Gli aperti inviti alla delazione agli studenti, le leggi liberticide e la pervicace distruzione del pluralismo mediatico indipendente segnano le tappe criminali d’un percorso che porta alla restrizione sempre più grave della libertà d’espressione, con il sovrappiù infame- e tipico d’ogni dittatura- di coprire con un moralismo rivoltante i ceppi forgiati per il popolo bue e bastonato.

Se non ve ne foste accorti, infatti, i tanto glorificati debunker esistono già. Soltanto che, smascherando la propaganda del perbenismo, del politicamente corretto e dell’autorazzismo, la galassia di blog non conformi sabota bellamente l’opera del Minculpop euroliberale e delle sue propaggini servili, offrendo- e di questi tempi è un atto oggettivamente rivoluzionario- un’alternativa alla weltanschauung dominante. E un progetto politico liberticida e reazionario come l’attuale, in conclusione, non può né deve permettere l’esistenza di fonti diverse da quelle asservite e complici: nessuno deve più dire che il re è nudo. Vorreste forse passare per complottisti?