Se l’efficienza e il futuro benessere sociale, economico e politico, lo si vede da come viene gestita la scuola, l’Italia può dirsi già morta e sepolta. Non solo ci ritroviamo ancora con un ministro dell’istruzione del tutto inadeguata allo scopo, ma a quanto sembra, anche i livelli burocratici operativi sembrano essere stati intaccati da questa pessima aria che gira in Viale Trastevere. Il MIUR sta condannando le classi dei più giovani ad un graduale abbassamento della qualità e dell’attività didattica, ne è dimostrazione il fattaccio da poco avvenuto. Nei test INVALSI per le quinte elementari, si nota lo strafalcione di non poco conto: “Antonio e Cleopatra vengono sconfitti da Ottaviano nella battaglia di Anzio”.

Un occhio poco attento e, diciamolo anche, scarsamente erudito, non noterebbe il grave errore, fatto sta, che in molti si sono scatenati sulle piattaforme sociali, prendendo nuovamente di mira il grossolano, ma pur sempre grave, errore storico. Che possa essersi trattato di una confusione dovuta alla similarità fonetica e lessicale della parola? Certo, tuttavia il giustificarsi parlando di refuso, non aiuta. Come potersi confondere? A parte l’abissale voragine temporale – Azio 31 a.e.v., Anzio 1944 – le località sono distanti svariati chilometri e ad oggi, si trovano in due nazioni diverse – rispettivamente in Grecia la prima e in Italia la seconda – ed ovviamente, appartengono a due eventi militari e storici ben distinti. Ad Azio si è consolidata ed affermata la predominanza del Divo Augusto e dell’Italia sul Mare Nostrum ai danni di Marco Antonio e della famigerata dinasta dei Tolomei, i quali furono padroni d’Egitto dai tempi della morte di Alessandro Magno.

Ad Anzio assistiamo ad una invasione, mascherata da liberazione, a sua volta risposta ad una prima aggressione eseguita dalle veloci divisioni corazzate delle Waffen-SS, discese dalle Alpi dopo la caduta del ventennale governo Mussolini. Cosa ci si può aspettare dal MIUR? Una maggiore attenzione, almeno nella rilettura, soprattutto poiché il giocare con l’istruzione dei più giovani, appare a chi si occupa di cultura, ignobile e deprecabile. Inoltre, al posto del test INVALSI, sarebbe bene ricostituire gli esami finali del ciclo elementare. Consoliamoci col sapere che presto, l’inquilino di Viale Trastevere, non sarà più quella turpe gorgone della Fedeli; ma rimane solo una consolazione, i danni e gli orrori di queste dirigenze ci attendono al varco di ogni nuova generazione.