Poco dopo l’annuncio dell’avvenuta fumata bianca per la formazione del governo giallo-verde, e addirittura prima che il futuro premier Conte avesse dato la disponibilità, con riserva, al Presidente Mattarella, Jean-Claude Juncker ha rilasciato dichiarazioni che hanno un deciso retrogusto di minaccia, nella miglior tradizione dei tecnocrati di Bruxelles, che ricorrono alle intimidazioni non appena si sentono minacciati.

Nei giorni scorsi, difatti, si era prontamente manifestato il solito, terrificante, fantasma dello spread ed i notiziari sono stati inondati dai messaggi di gravi preoccupazioni esternate dai mercati – come se la paura di questi signori fosse cosa negativa -. Il giochetto, ormai, è sempre lo stesso, ovvero, si cerca di intimorire e di far vivere nell’incertezza i cittadini. Occorre, però, rimanere lucidi e non cadere nel tranello. Per far ciò si deve essere consci del fatto che, a qualsiasi cosa si possa andare incontro, non sarà sicuramente peggiore di quello che abbiamo passato in questi, interminabili, anni di governi tecnici, forzosamente propinatici.

Tornando al buon vecchio Jean-Claude, anch’egli, come accennato in precedenza, non ha voluto far mancare il suo monito verso il Belpaese. Da buon politico, sempre attento al benessere e alle necessità primarie del popolo, per altro in un’epoca di vacche grasse come la presente, ha detto che porrà la sua attenzione su come verranno trattati gli immigrati africani – termine usato specificatamente; forse di quelli provenienti da altre regioni non sono di suo interesse – che si trovano in Italia. A sentire queste affermazioni, si potrebbe pensare che si stia per varare un governo filo Isis, anziché uno formato, seppur macchinosamente, con le preferenze ottenute alle elezioni dai cittadini.

D’altronde, è chiaro che l’Europa e l’Occidente, in genere, decidono arbitrariamente e in maniera interessata, chi è il buono e chi il cattivo di turno. Il ragionamento è semplice: o con noi o contro di noi.

A questo punto, attendiamo, con ansia, la presa di posizione – che sicuramente ci sarà – di un altro dei paladini della democrazia.