Tremate tremate i fascisti son tornati. Ogni campagna elettorale degna di essere chiamata tale non può che iniziare che con un rigurgito antifascista. Non si può definire in altro modo la frase pronunciata dal capo della polizia Franco Gabrielli all’indomani della bomba piazzata a Roma “È un fatto grave ma non dobbiamo amplificarlo oltremodo. Questi episodi sono avvenuti anche in passato. Vorrei quindi dare un messaggio di rassicurazione. Per certi aspetti ritengo molto più grave la piazzata che è stata fatta ieri nei pressi della redazione di un gruppo editoriale importante”.

Per il capo della Polizia di Stato un ordigno che poteva costare la vita a qualcuno, con tanto di rivendicazione politica è un fatto da considerarsi meno grave rispetto ad una manifestazione con due fumogeni e uno striscione. Gabrielli ha poi cercato di correggere il tiro “l’attentato alla Caserma dei Carabinieri e la manifestazione d’intolleranza con fumogeni e petardi davanti alla sede di Repubblica, si equivalgono”. Con tutta evidenza a volte sarebbe meglio tacere, perché si fa peggio ad insistere, come questo caso dimostra. Di figure istituzionali che lanciano commenti e sentenze politiche ne è pieno il panorama nazionale, Boldrini insegna.

Il potere, i media, distorcono la realtà e forgiano le notizie di cronaca come strumento di propaganda e lo fanno da sempre, in ultimo la prima pagina di Repubblica del 9 dicembre che titola “Fascisti, un italiano su due ha paura”. Un sondaggio promosso da Repubblica e fintissimo, come scrive anche Nicola Porro su twitter: “la paura a pag.2 diventa pericolo. Poi leggi il testo del sondaggio e paura e pericolo non ci sono.” Il gruppo Espresso non è la prima volta che pubblica titoli simili. Pochi mesi fa usciva “Nazitalia” numero del settimanale omonimo che mostrava una svastica in copertina lanciando un’inchiesta sui gruppi neofascisti e nazisti in Italia. Roba da American History X e sicuro sintomo di un forte calo di vendite. Sono settimane e mesi che si è creato ad arte il caso del ritorno dei fascisti. Da Repubblica a Piazza Pulita, da Como a Udine passando per Bologna, la finta paura cresce e si riempiono le pagine dei giornali e i palinsesti dei programmi.

Solo che gli italiani non solo non hanno paura che ritorni il fascismo, ma oltretutto non sono assolutamente interessati a seguire queste diatribe pseudopolitiche. La battaglia vera è quella in vista delle elezioni e a pochi mesi dal voto, il Pd e l’intellighenzia progressista hanno già tirato fuori l’arma dell’antifascismo, segno che di argomenti non ce ne sono e che al lato del 5stelle che perde colpi, c’è un centrodestra che acquista sempre più consenso e che fa sempre più paura.