La notizia dell’allontanamento dei diplomatici russi dai paesi occidentali sta occupando l’attenzione dei maggiori media mondiali. Del resto non potrebbe essere altrimenti, una così massiccia interruzione nei rapporti diplomatici tra Russia e occidente non si vedeva dagli anni della guerra fredda. Più di un centinaio i funzionari russi che hanno dovuto lasciare Stati Uniti, Canada e UE. A dare il via alle danze è stata l’Inghilterra, che già da qualche settimana si agitava come un’ossessa per via del caso Skripal: l’ex spia russa doppiogiochista, che a detta di Londra sarebbe stata avvelenata da uomini di Mosca in un piccolo centro della campagna inglese. Peccato che di questa versione, il premier britannico May, non sia riuscito a provarne neanche una parte.

Londra piagnucola di fronte al suo avversario di sempre che strappa quasi il 70% dei consensi in patria e che trionfa sui fronti mediorientali, ma ecco che arriva in soccorso della perfida albione il magnate d’oltre oceano, quel Trump che ora non è poi così detestabile e che deve allontanare da se gli spettri di una vicinanza con il mondo russo. Dunque, anche gli Stati Uniti prendono provvedimenti simili a quelli inglesi e da qui è un fiume in piena: Canada, Francia, Polonia, Germania e Italia si allineano al volere del padrone, accettando, de facto, la versione inglese sull’accaduto di Salisbury e marcando sempre di più quella lontananza tra Europa e Russia che tanto male a fatto a molte economie del vecchio continente, Italia in testa.

Proprio il caso italiano è quello che fa più scalpore, neanche la particolarissima congiuntura politica ha permesso di glissare sull’ordine del padrone, neanche con un parlamento ormai eletto e ben distante dalle posizioni anti-russe del precedente, il dimissionario esecutivo ha tentato di salvare la faccia. Due, i funzionari dell’ambasciata russa a cui è stato chiesto di allontanarsi dal nostro paese. Ma a che pro, viene da chiedersi. Per fare un favore a Londra, quella stessa Londra che è uscita dall’UE e che cerca in tutti i modi (insieme alla Francia) di non far estendere la nostra influenza nel mediterraneo? Per amore di giustizia e verità? Suvvia, non riusciamo a chiedere informazioni ad un’università, guarda un po’ inglese, per far luce sull’assassinio di un nostro connazionale e ora ci dovrebbe far indignare una presunta guerra di spie?

No, una nazione in queste condizioni politiche e che ha già perso tre miliardi di euro di export per le vecchie sanzioni a Mosca, espelle due funzionari russi solo perché è serva dei nemici di quest’ultimi. Auspicando un sostanziale cambio di rotta da parte del governo che verrà, non si può non pensare che Le Bon, sociologo d’oltralpe, ci aveva visto lungo quando affermava che “Per molti, libertà è la facoltà di scegliere le proprie schiavitù”.