Due “video chock” messi in rete ritraggono Rached Gannouchi a colloquio con i vertici salafiti. Lui smentisce

Dopo una fase di stallo, Mustapha Ben Jaafar, presidente dell’Assemblea Costituente, rilancia la transizione democratica della Tunisia. “Ho la speranza di trovare un compromesso poiché già da novembre sarà presentata in Parlamento la prima bozza della Costituzione, mentre da dicembre la dibatteremo articolo per articolo così da riuscire ad avere le nostre elezioni prima dell’estate” ha detto venerdì al palazzo di Bardo il leader di Ettakatol (partito di centro-sinsitra al governo insieme ad Ennahda e al Congresso per la Repubblica) dinanzi ai 217 deputati eletti il 23 ottobre del 2011.

Le recenti dichiarazioni di Mustapha Ben Jaafar arrivano in un momento delicato per il popolo tunisino che questa settimana ha dovuto affrontare i due “video chock” messi in rete da un gruppo anonimo, i quali ritraggono Rachid Gannouchi, presidente del partito islamico Ennhada, a colloquio con i vertici dei gruppi politico-religiosi neo-salafiti, gli stessi che da diversi mesi minacciano la pace civile nel Paese. In entrambi i video le parole del leader islamico sono sorprendenti e inquietanti in quanto dimostrano l’incoerenza di Ennahda, che più volte ha affermato di volersi smarcare ideologicamente dal fanatismo religioso e di usare il pugno di ferro contro gli islamisti radicati nel territorio tunisino. Nei filmati, Gannouchi esprimerebbe la volontà di rimodellare tappa per tappa la società tunisina per consolidare il radicamento del pensiero islamico attraverso l’indottrinamento delle masse, e in particolar modo dei giovani. Continua spiegando che solo una volta che il partito sarà forte e potente, allora sarà possibile far votare in Parlamento delle leggi che permetteranno ai tunisini di assumere un comportamento conforme ai principi islamici. E infine affermerebbe senza giri di parole, che il suo obiettivo politico, in quanto padre spirituale del movimento, sarebbe quello di instaurare progressivamente una teocrazia in Tunisia attorno ai principi morali e civili tradotti nella sharia (legge islamica).

A seguito della diffusione dei due video i vertici di Ennahda hanno immediatamente pubblicato un comunicato (firmato da Ameur Laarayedh, presidente dell’ufficio politico) che smentisce la veridicità dei contenuti. In quest’ultimo si legge che l’incontro ha avuto luogo, ma era indirizzato ai giovani salafiti al fine di sensibilizzarli sulla conformità della sharia alla luce della società odierna, e che inoltre le parole del leader islamico sarebbero state modificate integralmente al fine di discreditarlo. A controbattere al comunicato diffuso dai vertici del partito islamico è stato l’ex premier tunisino Beji Caid Essebsi, oggi fondatore del partito “Il richiamo della Tunisia” e principale oppositore del governo, il quale ha affermato di non essersi affatto stupito di entrambi i video. Tuttavia la veridicità dei filmati rimane avvolta nel mistero, e la figura di Rachid Gannouchi difficile da inquadrare. A volte attacca direttamente i gruppi salafiti, come successe all’indomani delle proteste avvenute dopo la proiezione del film giudicato “blasfemo” dalla comunità musulmana, altre volte invece, succede l’esatto contrario. Come si è visto nei video, qualora questi non siano una montatura.

Fonte: Rinascita