Usciti rispettivamente nella prima e nella seconda metà del ‘900, i due giochi sembrano rispecchiare due facce della stessa medaglia: da una parte un vero e proprio gioco, reale e surreale assieme, che solletica l’élite, da l’altra due esempi di influenza educativa per la massa. Se si riflette sugli obiettivi e sulle modalità di gioco, emergono infatti forti similitudini rispetto a quella che è la realtà sensibile; a come l’élite gestisce il potere e a come la massa ne subisce le conseguenze. Monopoly ha come obiettivo quello di arraffare più averi possibili, commerciando, affittando proprietà, mediante l’utilizzo di denaro finto. E non è proprio ciò che avviene sul nostro pianeta? Non è proprio ciò che compie l’élite con le sue funamboliche masturbazioni finanziarie (Messora)?

Le banche si arrogano il titolo di definire ‘denaro’ degli stracci di carta che stampano, come dei veri e propri strozzini legalizzati, Istituzionalizzati (interessante sarebbe poi riflettere sulla distinzione, oggi, tra legale e illegale), senza nessuna copertura liquida e senza nessuna legittimazione che ne consenta tale diritto – senonché quella concessa benevolmente dalla “politica” , e quella inconsapevole della massa– usufruendo totalmente per i propri interessi. Quindi, elargendo prestiti ai Stati nazionali (es. BCE), riscuotono, con la maggiorazione di interessi l’inganno propugnato. Si arriva allora, all’amara affermazione che il ‘denaro’ e il debito siano la stessa cosa: l’uno non può esistere senza l’altro. Nel capitalismo, per definizione, qualcuno a bocca asciutta deve rimanere. Constatato ciò, si intuisce il motivo delle crisi economiche e dei fallimenti in genere, si cominciano a delineare tratti su quei misteriosi mercati finanziari e su quella classe dirigente collusa e omertosa che rispettivamente creano squilibri macroeconomici con speculazioni spietate e proteggono il grande gioco per qualche bustarella e/o posto di ‘potere’.

Mentre l’élite gareggia per agguantare più danaro, potere, e possessi, la massa subisce passivamente e inconsapevolmente sia l’influenza comportamentale che da questa gli arriva, e che mira al consolidamento dell’assuefazione – tali giochi per esempio o l’instaurazione dei debiti e dei crediti già a scuola – sia lo sfruttamento che quella impone per sostentare il suo gioco – il lavoro come servilismo. Stesso scenario per Risiko!, in ambito diverso. I concorrenti combattono per conquistare più territori possibili, come nell’era dei grandi imperi.

E anche ciò, non è forse quel che accade oggi? Non v’è oltre Atlantico una superpotenza che possiede mezzo pianeta e che distrugge civiltà, culture, e tradizioni, per l’oro, sia esso grezzo, nero, o di carta? Osservando si nota come questa corrisponda a un’era eterna che col passare dei secoli, ha evoluto le proprie forme, ma è sempre rimasta, cristallizzandosi alla base delle scelte politiche, oggi divenute invertebrate. Espansione del territorio e protezione dello stesso hanno dimorato, e dimorano, nell’uomo.

Questo gioco rappresenta uno degli esempi che dimostrano il capovolgimento di valori avvenuto a vantaggio di quelli propugnati dal Sistema; la guerra diventa gioco, i soldati carro-armati di plastica, la disperazione ambizione espansionistica, comportando che “tutto può essere fatto purché corrisponda a ciò che il Sistema proclama essere ‘giusto’, ‘morale’, ‘accettabile’. Ciò viene dimostrato anche dall’accettazione di buona parte dei cittadini al mercato militare, che vede scambi di armamenti in tutto il mondo, con costi che potrebbero sfamare tre volte l’Africa, e  proclamando rigorosamente la loro missione eterea: la ‘pace’.

E’ per mezzo di questo che viene fatta accettare la guerra oggi, e con lo stesso metodo qualsivoglia questione, non con le armi, o dai governi o dagli Stati con prese di potere violente, non ufficialmente, ma dallo stile di vita che viene proposto e pedissequamente eseguito. I Videogiochi, in generale ma in questo caso di guerra, ne sono l’esempio lampante! anzi evidenziano quello sfruttamento dell’evoluzione tecnologica che oltre a lobotomizzare la coscienza, arriva a produrre quasi il desiderio di trovarsi in una battaglia, scatenando un’ evidente confusione mentale inconscia. Insomma, mentre codesti personaggi si graziano giocando alla roulette con bombe e miliardi, quasi stessero su un pianeta parallelo, i popoli lo alimentano e lo sfiorano inconsapevoli, anzi, magari sperando un giorno di tirare loro stessi quei maledetti dadi.