Che nel PD tirassero brutte correnti è una cosa ben risaputa, da più di qualche legislatura.

Non sarebbe errato difatti attribuire la causa di risultati elettorali piuttosto sottotono a livello nazionale proprio a questa pluralità di campane e campanili che da un lato all’altro dello schieramento politico non esitano a colpirsi a vicenda.

Ultima questione salita agli onori della cronaca è quella riguardante il Congresso del partito, le sue forme e modalità, necessarie ad una riforma dall’interno di una formazione che più di raccogliere quel che rimaneva della sinistra e del centro-sinistra della Prima Repubblica, ne ha raccolto quasi esclusivamente le sole discordie, malumori e indecisioni.

Proprio oggi, il segretario-traghettatore Guglielmo Epifani ha rilasciato un’intervista in merito al da farsi per la suddetta questione, arrivando a “scommettere” sul fatto che il Congresso si terrà dall’8 Dicembre, come da lui promesso e sollecitato nei confronti degli altri vertici di partito.

Il Segretario, seppur con cautela e senza esagerazioni ha voluto in un certo senso rimarcare quanto il suo operato sia stato d’aiuto al PD e si è poi soffermato su certe posizioni da lui assunte sul ruolo del segretario di partito, della figura di se stesso ed anche del “fenomeno Renzi”, asserendo innanzitutto che non è da considerarsi un legame inscindibile quello tra il candidato premier ed il segretario (non senza ragione, dal momento che la duplice figura comporta duplici oneri e duplici responsabilità concentrate in un solo individuo, il quale si troverà ad affrontare anche il doppio delle pressioni nei suoi confronti), affermando poi che, nonostante egli per certo non rilancerà una sua candidatura, questa non sarebbe stata un male così grande per il “Partito dalle mille correnti “ e dicendo di ritenere in fin dei conti Renzi un buono che “metterà pepe nel partito” ma non lo porterà alla rottura se chiaramente continuerà a sostenere con lealtà il Governo Letta.

Epifani sembra, allo stato delle cose, piuttosto risoluto e determinato a voler portare avanti e a compimento l’impresa “Congresso”, che dalle altre correnti pare invece ostacolato oltremodo attraverso criptiche dichiarazioni ed omertosi silenzi, legati forse al fatto che un’altra anima sostenitrice di quello sia proprio il Sindaco fiorentino, che per la sua verve liberale di certo non è proprio ben visto da tutto il Partito.

Pare chiaro in ogni caso che tale congresso, quando realmente si terrà, sarà di certo una buona occasione per chiarire molti punti di vista interni alle schiere del centro-sinistra, aprire molti degli armadi chiusi da tempo e gettarne via gli scheletri.